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Lavoro

SCIOPERO 12 DICEMBRE/ Il "muro" che rischia di rottamare i sindacati

Susanna Camusso (Infophoto)Susanna Camusso (Infophoto)

Quella del 12 è, insomma, anche l’ennesima occasione per un dialogo/scontro a distanza tra vecchia e nuova sinistra. Più complessivamente, sembra che il Jobs Act rappresenti l’elemento dirimente intorno al quale, in una Repubblica fondata sul lavoro, si ridefinirà l’intera offerta politica ponendo un discrimine tra vecchi e nuovi riformisti e vecchi e nuovi conservatori dello status quo.

In questa prospettiva è quindi arrivato il tempo anche per il sindacato nostrano di #cambiareverso provando a offrire risposte concrete e nuove a chi oggi non si sente rappresentato e che, certamente, non partecipa a manifestazioni, ritenute inutili, se non addirittura dannose, come quelle di venerdì. Il rischio per i sindacati, infatti, è di essere rottamato, più che dal Jobs Act, da quelli stessi lavoratori che ci si propone di difendere.

 

In collaborazione con www.amicimarcobiagi.com

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COMMENTI
10/12/2014 - speriamo (z314 george)

che il sindacato confederale e non prenda atto di essere un rudere da estirpare... Non esistono solo gli statali i pensionati e i lavoratori delle grandi industrie, gli unici a cui interessa l'art.18 e non piace il jobs act... Ma d'altra parte sono gli unici che prendono la tessera del sindacato, gli altri, la maggioranza al massimo del sindacato utilizzano i patronati!