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SCIOPERO 12 DICEMBRE/ Una battaglia "a sinistra" (contro Renzi) che dimentica il lavoro

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Per tali motivi quello di oggi è uno sciopero inutile: esso non serve né a porre le domande giuste, né a dare le risposte attese. Serve solo per giocare una partita tutta interna a un partito e alle sue correnti. 

Cgil e Uil dovrebbero piuttosto chiedersi se sia positivo che spariscano i contratti “atipici”, se concordano sul fatto che per far calare il costo dell’energia occorre ripensare a certe scelte fatte in passato (come quella sulle centrali atomiche), che la lotta all’evasione si fa se calano le tasse e per ottenere ciò occorre anche riformare il Pubblico impiego e obbligare i comuni a ristrutturarsi, se una parte dei servizi verranno gestiti dal privato sociale, se la sussidiarietà sarà altro che uno slogan.

In fondo, lo sciopero generale non è sbagliato, quanto piuttosto è una risposta vecchia che esorcizza la domanda vera, la questione di fondo: il mondo è cambiato e l’Italia come ci starà dentro? Avrà ancora essa, come per diritto, un posto alla mensa dei ricchi? O ci aspetta un futuro da Italietta liberale di fine Ottocento perché sarà finita l’epoca del Bengodi? 

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