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RIFORMA PENSIONI 2014/ Flessibilità e integrazione, le parole chiave per la previdenza

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Con la piena entrata a regime del sistema contributivo il tasso di sostituzione (cioè il rapporto tra ultimo stipendio e pensione, ndr) sarà destinato a diminuire. Dovremo porci il problema di come garantire un’esistenza libera e dignitosa a pensionati che si troveranno ad avere un tasso di sostituzione intorno al 50/55%.

 

Quale può essere la soluzione a questo problema?

Credo che non ci possa essere altra via se non quella di incentivare il più possibile il secondo pilastro del sistema pensionistico, cioè le pensioni integrative su base volontaria. Queste ultime non possono essere considerate come avviene adesso una via del tutto eccezionale, ma dovrebbe diventare qualcosa di strutturale, fisiologico e in grado di beneficiare di opportune agevolazioni fiscali.

 

In che modo è possibile introdurre degli incentivi?

Va ridotto il carico fiscale sulle pensioni integrative: si tratta di una manovra che tutto sommato si autofinanzia. Riducendo il carico fiscale ottengo meno entrate sulla fiscalità generale, ma sono anche in grado di attuare politiche sulle pensioni pubbliche in grado di spostare più rapidamente il sistema verso il contributivo pieno.

 

(Pietro Vernizzi)

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