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Lavoro

INPS/ Riforma pensioni 2014, Uil: faremo proposta per un patto generazionale

Inps, in arrivo a gennaio il conguaglio della quattordicesima per tutti i pensionati aventi diritto. Normata dalla legge 127 del 2007, ecco a quanto ammonta e come è regolata. 

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"Stiamo mettendo a punto una proposta per un patto generazionale che consenta di dare stabilità ai giovani e flessibilità in uscita agli anziani, realizzando le condizioni per una sorta di staffetta tra generazioni". Lo ha annunciato il segretario generale della Uil Carmelo Barbagallo, intervenuto questa mattina al convegno sul tema "Previdenza, risparmio e Tfr nel dibattito di politica economica”. "Non si può andare in pensione tutti alla stessa età - ha aggiunto Barbagallo - L’altra questione, annosa e mai risolta, che deve essere affrontata riguarda la separazione della previdenza dall’assistenza: solo in questo modo può essere chiaro a tutti che il sistema è in equilibrio. Peraltro che sia così, ce lo conferma anche l’ultimo rapporto del Nucleo sulla previdenza dal quale si evince che a fronte di 111 miliardi di contributi versati, il costo per le pensioni è stato pari a 106 miliardi – ha detto ancora il leader della Uil - Sono dati importanti anche perché ci aiutano a ricordare che le pensioni, in Italia, sono pagate non dallo Stato, come certa pubblicistica superficiale racconta, ma dai lavoratori e dai datori di lavoro. Certo, se la crisi perdura, se la disoccupazione non diminuisce e se l’economia resta depressa, a lungo andare anche il sistema più sostenibile può presentare qualche crepa. E’ un motivo in più per mettere in campo politiche economiche che puntino davvero alla ripresa e allo sviluppo".

E’ previsto per gennaio 2015 il conguaglio sulla quattordicesima per tutti i pensionati; lo comunica l’Inps che ha terminato le verifiche rispetto agli anni 2011 e 2012 e provvederà a estinguere il credito nei confronti dei contribuenti in pensione che ne hanno diritto. Le verifiche sono state effettuare in base alla dichiarazione dei redditi effettuata nel 2011: la cosiddetta quattordicesima, che è corrisposta con la pensione di luglio a tutti gli ex-lavoratori autonomi e dipendenti con un determinato reddito, è regolata dalla Legga n° 127 del 2007. Il pensionato che ha diritto alla quattordicesima ha un’età di 64 anni e un reddito non superiore a una volta e mezzo il trattamento minimo di pensione. Varia anche la quota che si riceve in base all’ammontare dei contributi versati: 336 euro per tutti gli ex-lavoratori dipendenti che hanno versato contributi per non più di 15 anni, e per gli ex-lavoratori autonomi che hanno un’anzianità contributiva non più bassa di 18 anni; 420 euro invece per gli ex-lavoratori dipendenti che hanno versato i contributi per più di 15 anni ma meno di 25 e per i pensionati ex-lavoratori autonomi che hanno un’anzianità contributiva maggiore a 18, ma inferiore a 28 anni. Infine, tutti gli ex-lavoratori dipendenti ed autonomi che hanno versato contributi per più di 25 e 28 anni rispettivamente, hanno diritto ad una quota di 504 euro. Per tutti i pensionati che sono stati verificati a credito l’importo esatto verrà corrisposto a gennaio 2015, stesso periodo in cui verrà revocato il diritto alla quattordicesima a tutti coloro che non rispettano più i requisiti per ottenerla.

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COMMENTI
15/12/2014 - LIBERALIZZARE LE PENSIONI (paolo mario aghem)

Sono un 52enne laureato in Economia, sono stato dirigente 5 volte, oggi sono consulente di marketing e mantengo la mia famiglia grazie ad una Partita IVA. Quanto segue la vedo come l’unica soluzione per uscire dalla crisi finanziario/economica: LIBERALIZZIAMO LE PENSIONI, e senza troppe regole. Gli over 55 non sono molto ricercati dalle Aziende, se in organico al limite sopportati perché pur se esperti costano molto di più e per la maggior parte delle funzioni considerati meno efficienti, “liberalizziamo” permettendo a chi vuole e a chi può di andare in pensione superati i 30 anni di versamenti INPS, con una valorizzazione mensile in funzione della propria contribuzione storica e delle aspettative di vita. La proposta è a costo zero per lo Stato, i calcoli di matematica attuariale permettono di stimare oggi una rendita pensionistica a parità di montante complessivo che vedrebbe però il lavoratore libero di scegliere il momento della sua vita nel quale dedicarsi a se stesso o impegnarsi socialmente. La disoccupazione giovanile si che scenderebbe, si risolverebbe il problema degli esodati perché non esisterebbero più, semplificheremmo un sistema complicato, ma soprattutto si ricostituirebbero nuovi nuclei familiari che rilancerebbero i consumi, assisteremmo infatti nuovamente ad una ripresa delle nascite ed avremmo la fondata speranza di non essere un Paese di vecchi, ed aggiungo di poveri, al massimo tra 15-20 anni.