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JOBS ACT/ Così Olanda e Germania "fanno a pezzi" la riforma di Renzi

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A titolo di esempio si possono citare i Paesi Bassi che, a fronte di una quota di lavoro a tempo determinato pari al 20,6% (13,2% in Italia), registrano nel 2013 un tasso di occupazione pari al 76,5%, e la Germania, che registra un tasso di occupazione del 77,1% con una quota di lavoro a tempo determinato pari al 13,4%.

Insomma, la vera rivoluzione non è nel Jobs Act, né tantomeno nel contratto a tempo indeterminato, ma nella ricerca di una continuità lavorativa che consenta a tutti di poter vivere in modo dignitoso il presente e il futuro. La rivoluzione è in una nuova cultura del mercato del lavoro e soprattutto nella creazione di nuove occasioni di lavoro. Il resto sono solo chiacchiere. 

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COMMENTI
18/12/2014 - Jobs Act (Pierluigi Assogna)

E' interessante come da sinistra si imputi al JA un aumento della flessibilità, e da destra l'effetto opposto. Come siamo bravi!