BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Lavoro

CONSIGLI NON RICHIESTI/ Fiducia, i 4 pilastri che servono a migliorare il lavoro

La fiducia sia all’interno che all’esterno dei contesti organizzativi crea legami invisibili che uniscono le persone e le imprese, come spiega FRANCESCO SANSONE

InfophotoInfophoto

La fiducia sia all’interno che all’esterno dei contesti organizzativi crea legami invisibili che uniscono le persone e le imprese e trasforma semplici transazioni in relazioni. Si ripone fiducia nei sistemi giudiziari, in quelli scolastici, nei sistemi di regole esistenti, nei sistemi di certificazione, nelle istituzioni, ecc. In questo caso si può parlare di fiducia istituzionale o di fiducia sistemica (confidence) oppure di fiducia nelle persone (trust).

In relazione alla confidence, non potendo prendere in considerazione tutti gli avvenimenti che in teoria possono accadere, elaboriamo un’aspettativa che ci si attende venga realizzata. Quando invece creiamo una relazione di fiducia (trust) con un’altra persona, essa stessa si inserisce in una relazione dalla quale ci si attende un vantaggio (magari futuro), ma anche reciprocità, lealtà e cooperazione. In entrambi i casi, la fiducia, nei suoi aspetti di confidence e trust, svolge il ruolo di ridurre l’incertezza, e assicura la persona rispetto alle aspettative concernenti la sua percezione degli avvenimenti possibili. 

L’evoluzione dei sistemi di trust e di confidence danno luogo all’emergere di norme culturali, di abitudini e di consuetudini, che producono conformità e che regolano pertanto le interazioni interpersonali e le norme di condotta, che tendono a rimanere relativamente stabili per lunghi periodi di tempo.

Inoltre, l’idea di “cura” (care) implica il trust al massimo livello, ma va anche oltre, perché richiede sforzo. La condivisione di saperi taciti, per esempio, richiede caring e la leadership ne è fortemente influenzata, anzi probabilmente si fonda principalmente su quest’attitudine.

Infatti, migliore è il livello di fiducia che permea i rapporti tra i soggetti della relazione, maggiori saranno i benefici e il valore derivante dalla relazione stessa per entrambi i soggetti. Non a caso, i comportamenti di cooperazione e l’esistenza di relazioni di fiducia nel contesto organizzativo sono correlati a una migliore performance economica. Per questo motivo è importante per le organizzazioni monitorare la qualità delle relazioni con i propri interlocutori. Ad esempio, valutare la customer loyalty e satisfaction dei propri clienti offre un primo approccio alla valutazione del loro livello di fiducia verso l’azienda.

Ma non solamente i clienti, anche i rapporti con tutte le altre categorie di stakeholders devono essere monitorati e gestiti a livello ottimale, per sviluppare relazioni win-win, ovvero rapporti in cui entrambe le parti ottengono una qualche tipologia di beneficio (economico, organizzativo, extra-finanziario). L’impresa, infatti, può essere paragonata a un organismo completo formato da diverse “cellule” che interagiscono in un’ottica di complementarietà e beneficio reciproco, per creare l’efficacia dell’unità aziendale. Le cellule sono da considerarsi i diversi stakeholders, ossia le persone che costituiscono l’impresa stessa e interagiscono con essa; gli scambi sono le relazioni economiche sociali e ambientali tra l’impresa e i diversi portatori di interesse; la linfa di tali relazioni (vitalità e qualità) deriva infine dal giusto livello di fiducia tra le parti.