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RIFORMA PENSIONI 2014/ I diritti acquisiti che mettono nei guai le casse professionali

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In sintesi, la Cassazione afferma che il regime di autonomia riconosciuto alle casse dalla legge n. 335/1995 (riforma Dini delle pensioni) non è stato modificato dai successivi interventi legislativi. Un’autonomia, in particolare, che:

Dà licenza alle casse di intervenire sui professionisti che pagano i contributi, mediante una variazione delle aliquote contributive, oppure la riparametrazione dei coefficienti di rendimento, oppure ogni altro criterio di calcolo della pensione;

Vieta alle casse qualunque tipo d’intervento sui pensionati tali da consentire alle casse «di sottrarsi in parte all’adempimento, riducendo l’ammontare delle prestazioni attraverso l’imposizione di contributi di solidarietà».

La Cassazione, insomma, preclude alle casse ogni possibilità di “limitare” le pensioni. Unica via d’uscita, aggiunge, è che questa “limitazione” venga imposta da una legge. Perché la legge può sempre azionare la scure sulle pensioni; e può farlo anche se, maturato il diritto, la pensione sia già in pagamento, a patto che l’importo risulti “proporzionale alla quantità dei contributi pagati” (sembrerebbe, dunque, che la Cassazione non sarebbe contraria a un contributo di solidarietà che, per legge, imponesse di ricalcolare la pensione con il criterio contributivo al posto di quello retributivo).

In conclusione, per la Cassazione solo il Legislatore del 2011 (riforma Fornero), e non quello del 1995 (riforma Dini) e del 2006 (Finanziaria 2007), ha autorizzato le casse professionali a ridurre unilateralmente la misura delle pensioni per le quali il diritto si è già maturato. Tutto il precedente è illegittimo e i relativi contributi di solidarietà trattenuti devono ora ritornare in tasca ai pensionati.

Morale della favola, la cassa dei dottori commerciali deve rimborsare ai pensionati i contributi trattenuti sulle pensioni. Lo stesso devono fare le altre casse professionali che, eventualmente, hanno operato allo stesso modo. A questo punto il problema è un altro: le casse come faranno fronte alle minori risorse scaturenti dal dover rimborsare il contributo di solidarietà?

Staremo vedere gli sviluppi della vicenda, consapevoli del fatto che la via dell’aumento dei contributi è una strada che va sempre in discesa.

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