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Lavoro

RIFORMA PENSIONI 2014/ Le “rivendicazioni” dei sindacati in vista del 2015

Una riforma delle pensioni nel 2014 c'è in qualche modo stata con la Legge di stabilità. I sindacati non sembrano però essere soddisfatti, almeno vedendo i messaggi natalizi

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La Legge di stabilità 2015 è intervenuta anche sulle pensioni, prevedendo uno stop alle penalizzazioni per chi va in quiescenza raggiunti i 62 anni, derogando così, fino al 2017, alla legge Fornero. Per il resto ci sono state penalizzazioni per le pensioni future, con l’aumento della tassazione per fondi pensioni e casse previdenziali. I sindacati di categoria non sono comunque molto contenti della situazione. La Spi-Cgil ha pubblicato sul suo sito una sorta di “cartolina” di auguri per il 2015, in cui, sullo sfondo di una manifestazione di pensionati, capeggia la scritta “2015, auguri di lotta e di lavoro”. Il sindacato, già a inizio mese, aveva criticato il Governo per la mancanza di provvedimenti dedicati ai pensionati nella Legge di stabilità, ricordando come gli anziani in questo periodo di crisi si stiano facendo carico di figli che restano senza lavoro e di nipoti che non riescono a trovarlo. La Fnp-Cisl usa immagini più “concilianti”, ma nel suo messaggio di auguri ricorda le difficoltà che vivono molti pensionati, che stanno facendo fronte a tanti sacrifici nell’attuale contesto di crisi. Il Segretario generale della Uil Pensionati ha invece scritto un articolo, in cui si dice molto preoccupato per le scelte fatte dal Governo, rivendicando quindi anche la scelta di aver manifestato a dicembre contro i provvedimenti dell’esecutivo.

Il 2015 si prospetta quindi ancora denso di rivendicazioni sindacali. Non si tratta, pare, di una protesta fine a se stessa: i sindacati sono pronti a proporre la loro riforma delle pensioni ideale all’esecutivo, che dovrà molto probabilmente mettere mano al sistema previdenziale, dopo aver riformato il mercato del lavoro.

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