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LINKEDIN/ La "copertina" che dà una mano a trovare lavoro

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In conclusione, LinkedIn è la maggiore rete professionale attualmente esistente. Rispetto all’ecosistema dei social network si distingue nettamente per il suo forte profilo lavorativo. Riguardo ai principali concorrenti Big LI ha dalla sua, difatti, che si tratta di una piattaforma professionale e che coloro che si sono registrati lo hanno fatto condividendone la missione aziendale e non solo per una personale visibilità social. Avere creato una comunità professionale globale, con una forte impronta anglosassone, è senz’altro un suo punto di forza. Vale la pena, allora, esserci in un ben determinato modo, che è quello codificato, nel corso del tempo, dalla stessa comunità professionale.

Si è creata, difatti, una comunità virtuale la quale non può non identificarsi se non facendo riferimento ai valori fondanti della comunità stessa; come definire se stessi diventa, allora, una funzione del modo in cui gli altri si definiscono a loro volta, in una continua produzione e riproduzione sociale. La sua forte impronta culturale è anche, però, un punto di debolezza poiché può divenire, in alcuni casi, una forte barriera, testimoniata dalla debole presenza in Cina e in India.

Un ulteriore limite è dato dalla considerazione che seppur Big LI copre un’ampia gamma di professionisti, soprattutto quelle professioni a elevata qualificazione poiché i reclutatori vi cercano perlopiù marketing managersweb designers, ecc., sembra non rappresentare del tutto alcuni specifici gruppi occupazionali.

Ancor di più vale la pena esserci in tempi di crisi economica, perché Big LI potrebbe essere complementare alle bacheche di annunci di lavoro. Ciò pare confermato dalle statistiche quantitative dalle quali si evince che sempre più imprese vi fanno ricorso, come visto nei precedenti articoli, seppur soprattutto nella situazione statunitense e assai meno in quella nazionale. Vi fanno sempre più ricorso perché un vantaggio chiave che LinkedIn offre, rispetto alle job boards, è la sua capacità di aiutare i reclutatori a trovare e connettersi con i cosiddetti candidati passivi; poiché gli utenti di LinkedIn indicano i loro settori di attività nella sezione di intestazione del loro profilo, i reclutatori possono creare ricerche mirate per trovare i candidati che non possono essere rintracciati mediante altri mezzi.

In definitiva, allora, LinkedIn è uno strumento che, pur con tutti i suoi limiti, può contribuire, in maniera positiva, a far sì che domanda e offerta di lavoro possano incontrarsi in maniera efficace, anche in un mercato altamente segmentato quale quello italiano.

 

(9- fine)

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COMMENTI
10/12/2014 - Dati non attendibili (Moeller Martin)

Al pari degli annunci matrimoniali, i profili sono autogestiti dagli interessati con il risultato che i dati non sono attendibili. Giusto qualche reclutatore esterno all'azienda usa un tale strumento per sottoporre (e farsi pagare) il numero di canditature concordate. P.S. Negli USA hanno sempre avuto la passione per i gruppi professionali. Servivano per la distribuzione di riviste tecniche settoriali, che come è noto, variano il prezzo delle inserzioni in base alla distribuzione certificata. Quello che oggi fa gente come Google per la pubblicità.