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Lavoro

CAMUSSO vs LANDINI/ Qual è la (vera) posta in palio in questa guerra?

Susanna Camusso e Maurizio Landini (Infophoto)Susanna Camusso e Maurizio Landini (Infophoto)

Giorgio Airaudo, neodeputato nelle file di Sel ed ex capo del settore auto in seno alla Fiom, dopo essere stato eletto in Parlamento ha testualmente dichiarato: “Su Fiat si è un po’ esagerato da tutte le parti”. Considerando che Airaudo ha detto una cosa di buon senso, viene naturale chiedersi perché la Fiom ha preso posizioni così forti all’interno del caso Fiat, che gli sono costate anche una forte riduzione del numero dei suoi iscritti, sceso del 50% (da 11.000 tessere a circa 5.500 - dati Fiom).

Se Bonanni ha ragione, quando dice che contro Fiat è stata sollevata una campagna mediatica negativa perché Fiat non comprava più denaro in Italia, è chiaro che a qualcuno Landini ha fatto anche comodo: è stato l’uomo contrapposto a Marchionne. Probabilmente, pur all’interno di una battaglia ideale dopo gli accordi di Pomigliano che affermavano un significativo spostamento del baricentro della contrattazione, Landini ha visto una possibilità per rendere più forte la sua federazione, e per essere più forte lui stesso.

Da più parti si è sostenuto che Landini volesse formare un nuovo partito politico di sinistra vicino al lavoro, ma chi scrive ha più volte avuto la sensazione che Landini puntasse o alla Segreteria generale in vista del Congresso del 2014, o ad autonomizzare la Fiom dalla Cgil: anche la Fismic del resto è un sindacato autonomo del settore metalmeccanico. Nel primo caso, Landini pare già sconfitto: il direttivo si è espresso in modo netto nei confronti di Camusso e da indiscrezioni all’interno della Cgil si dice che Landini non ce l’avrebbe mai fatta.

A questo punto cosa ne sarà di Landini? Ormai è all’angolo, non gli resta che la possibilità di portar fuori la Fiom dalla Cgil. Ma all’interno della Fiom cosa ne pensano?

 

In collaborazione con www.think-in.it

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COMMENTI
06/02/2014 - Persona onesta (Vulzio Abramo Prati)

Si può non essere d'accordo con le posizioni di Landini ma non si può non considerare la sua coerenza; se un giorno dice una cosa il giorno successivo non è capace di dire il contrario per ragioni "politiche". Crede in quello che dice e si batte per questo. In un mondo di automi è uno spirito libero, ha quella purezza di chi, cito sue parole, "è nato povero", ha ancora le mani callose del saldatore e nei talk televisivi riesce ancora a indignarsi sinceramente di fronte alle palesi ingiustizie dei nostri giorni. Non credo formerà partiti o partituncoli proprio perchè è uno spirito libero e non ha paura a dire che non ha mai letto Marx in un mondo che invece lo cita di "seconda o terza mano" facendo finta di conoscerlo. Non so come andrà a finire nella CGIL in tutti i casi Landini merita rispetto e per quanto mi riguarda tanta simpatia.