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Lavoro

CAMUSSO vs LANDINI/ Qual è la (vera) posta in palio in questa guerra?

Susanna Camusso ha scritto al Collegio statutario della Cgil, chiedendo di valutare il comportamento di Maurizio Landini. GIUSEPPE SABELLA ci spiega la posta in palio in questa battaglia

Susanna Camusso e Maurizio Landini (Infophoto)Susanna Camusso e Maurizio Landini (Infophoto)

Il Fatto Quotidiano ha svelato ieri una lettera che Susanna Camusso ha scritto di suo pugno al Collegio statutario della Cgil, chiedendo di valutare il comportamento di Maurizio Landini in merito alle dure critiche del leader dei metalmeccanici per l’accordo sulla rappresentanza, sottoscritto il 10 gennaio 2014 in coerenza con gli accordi 28 giugno 2011 e 31 maggio 2013. Ricordiamo che il 16 gennaio il Comitato direttivo della Cgil ha poi approvato con 95 voti l’ordine del giorno presentato dalla Segreteria nazionale relativo al testo unico sulla rappresentanza e che all’ordine del giorno presentato invece dal Segretario generale della Fiom sono andati 13 voti, mentre due sono stati gli astenuti.

Naturalmente, non contento per questa sonora sconfitta, Landini ha continuato a manifestare il suo dissenso, con dichiarazioni alla stampa che sono proseguite nonostante il segnale inequivocabile dato dalla Confederazione generale italiana del lavoro a ratifica dell’operato della Segreteria generale e di Susanna Camusso in particolare.

Camusso ora dice basta, anche perché quest’anno la Cgil sceglierà se confermare il Segretario in carica o sceglierne un altro. Nella lettera, il Segretario Confederale chiede all’organo di attivarsi contro Landini “per appurare se è coerente o consentito che il Segretario Generale di una categoria, la Fiom-Cgil, affermi che le decisioni del comitato direttivo non sono per lui e per la sua categoria un vincolo”.

La questione, oltre a essere delicata in casa Cgil, è molto interessante per lo scenario che presenta. L’accordo sulla rappresentanza infatti, al di là del merito, è fondamentale perché riafferma l’unità del fronte sindacale, dopo la frattura manifestatasi soprattutto intorno al caso Fiat, con accordi separati. È noto che Susanna Camusso era a favore della firma del contratto Fiat, ed è nota anche la risposta di Landini: i più informati riferiscono di un “Stai zitta perché tu non sei mai stata in fabbrica”.

Il momento non felice che vive la nostra economia ha bisogno del sindacato compatto, non può permettersi altri strappi: ecco che le dimensioni del consenso che Camusso ha ottenuto all’interno del direttivo sono importanti oltre che eclatanti, fanno capire che all’interno della Cgil prevale la linea di chi non vuole altri strappi, di chi ha capito che serve dare risposte al dramma del lavoro e che, questo, non può prescindere dal dialogo con le altre Parti e con l’impresa. Si ricordi anche una dichiarazione di Camusso dell’anno scorso “Bisogna salvare l’impresa per salvare il lavoro”, quantomeno sui generis in ambienti dove gli imprenditori sono sempre stati piuttosto visti come uomini da vessare di regole e di tasse.


COMMENTI
06/02/2014 - Persona onesta (Vulzio Abramo Prati)

Si può non essere d'accordo con le posizioni di Landini ma non si può non considerare la sua coerenza; se un giorno dice una cosa il giorno successivo non è capace di dire il contrario per ragioni "politiche". Crede in quello che dice e si batte per questo. In un mondo di automi è uno spirito libero, ha quella purezza di chi, cito sue parole, "è nato povero", ha ancora le mani callose del saldatore e nei talk televisivi riesce ancora a indignarsi sinceramente di fronte alle palesi ingiustizie dei nostri giorni. Non credo formerà partiti o partituncoli proprio perchè è uno spirito libero e non ha paura a dire che non ha mai letto Marx in un mondo che invece lo cita di "seconda o terza mano" facendo finta di conoscerlo. Non so come andrà a finire nella CGIL in tutti i casi Landini merita rispetto e per quanto mi riguarda tanta simpatia.