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JOBS ACT/ Il "lavoro rosa" che Renzi e co. hanno trascurato

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Bene, il Ministro punta molto sul lavoro con le Regioni, e sull’utilizzo del Fondo sociale europeo e l’aiuto alla disoccupazione femminile attraverso i centri per l’impiego, oltre che al programma Garanzia Giovani. E bisogna occuparsi delle donne, delle giovani donne, anche nelle scuole. Poi c’è questa benedetta Commissione sulla conciliazione che il ministro ha messo nelle mani di Cecilia Guerra che ha anche la delega alle Pari Opportunità.

 

E quindi?

Ebbene, a parte che noi consigliere siamo l’unico organismo esistente sui territori e decentrato sul territorio che si deve occupare, oltre che di politiche attive, di contrastare le discriminazioni di genere sul lavoro, nonostante ci abbiano raso al suolo togliendoci le risorse, noi a livello nazionale abbiamo un Osservatorio sulla raccolta di accordi sul welfare aziendale e flessibilità e conciliazione che se si vuole veramente basta già quello per condividere alcune prassi e norme che aiutano e sostengono il lavoro femminile.

 

E invece cosa succede?

Il problema è che bisogna essere veramente sussidiari e cercare chi ha le competenze e l’esperienza, e apprezzare il tanto di lavoro che c’è e non prendere tempo. Non c’è più tempo ora, è il momento di agire e in fretta andando oltre gli attendismi. Noi consigliere abbiamo tanto materiale e tanta ottima volontà e l’abbiamo espressa a livello internazionale contribuendo alle elaborazioni e proposte di lavoro femminile internazionale, a livello nazionale con i consulenti del lavoro, gli ispettori del lavoro e gli insegnati con i quali abbiamo fatto moltissime iniziative per giovani e donne disoccupate. Soprattutto con molta resa e poca spesa. Ne siamo orgogliose: vorremmo essere considerate per quello che siamo e come siamo.

 

(Giuseppe Sabella)

 

In collaborazione con www.think-in.it

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