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Lavoro

DISOCCUPAZIONE RECORD/ Sapelli: con questa Europa, il Jobs Act di Renzi non basta

Matteo Renzi (Infophoto)Matteo Renzi (Infophoto)

È meglio questo Jobs Act della riforma Fornero. Renzi dice cose ragionevoli. Il Jobs act è meglio perché se fai un contratto per cui assumi senza pagare le tasse per tre anni è un passo avanti. Però non illudiamoci; a fianco di questo Jobs Act dobbiamo creare investimento. Ma con l’euro, la regola del 3% e il Fiscal compact è difficilissimo. Anche il ricorso alla Cassa depositi e prestiti non è una soluzione: non dobbiamo dimenticare che Cdp gestisce il risparmio postale, non è che si possa tirare troppo la corda. Altrimenti la cosa diventa rischiosa. Quindi bisogna cambiare le regole europee. Devo dire che c’è una cosa positiva di cui nessuno ha detto niente.

 

A cosa si riferisce?

Al fatto che un cattolico come Renzi ha aderito al Pse. E Schulz se non cambia posizione è l’unico che ha una posizione critica nei confronti dell’austerity. La cosa più interessante di questi ultimi mesi è che i socialisti lentamente si stanno trasformando da principali artefici della finanziarizzazione dell’economia - sono stati loro a sregolare l’economia, cominciando da Blair - a sostenere che non bisogna più fare l’austerity. Speriamo che qualcosa cambi.

 

Giudizio sospeso sul neopremier?

A Renzi bisogna dare tempo, è ancora in culla. La cosa che mi indispettisce è che abbiamo dato credito a uno come Monti. Diamo almeno una chance a Renzi. Finora ha fatto cose giuste. Certo non è il mio tipo: non vado con le mani in tasca al Senato. Tornando a quello che dicevamo all’inizio, per ricreare domanda effettiva bisognerà tornerà all’intervento pubblico, non c’è molto da fare. E per fare questo bisogna rinegoziare i trattati di Maastricht. C’è da dire anche un’altra cosa.

 

Prego.

 Aumenta il debito pubblico e diminuisce lo spread, questo vorrà pur dire qualcosa. No?

 

Cosa?

Vuol dire che i mercati finanziari ragionano in questo modo: adesso siamo talmente cheap che comprano i titoli di stato. Quindi non mi pare che si stia verificando l’automatismo per cui i mercati ci bastonano per il debito pubblico. Vuol dire che c’è spazio per fare politica economica. Se per creare lavoro dobbiamo aumentare un po’ il debito pubblico, lo si faccia.

 

Una cosa del genere non le fa venire un po’ di mal di pancia?

Il mal di pancia viene ai guru bocconiani che da anni non ne imbroccano una. Se addirittura il Fmi - i profeti dell’austerity - con la Lagarde dicono che bisogna cambiare tutto qualcosa vorrà dire.

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