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JOBS ACT/ 1. Martone: contratto unico e sindacati, avanti con la riforma

Michel Martone (Infophoto) Michel Martone (Infophoto)

Se per contratto unico si intende l’abolizione di tutte le altre forme contrattuali, la ritengo una proposta troppo radicale. Oggi la realtà produttiva è variegata e molteplice, e la flessibilità è importante in diversi settori produttivi. Il contratto unico vorrebbe invece ridurre il lavoro a un solo tipo di contratto, ma non credo che il Jobs Act andrà in questa direzione.

 

Che cosa ne pensa del modo in cui Renzi si rapporta ai sindacati?

Renzi ha lanciato una sfida importante che ora attendo di vedere. È chiaro però che i sindacati sono anche una forza positiva della società. Renzi ora vuole fare un passo avanti importante nella logica dei rapporti con i sindacati, ispirandosi al modello di Tony Blair, ma il mio auspicio è che non finisca per mortificare troppo il sindacato.

 

È d’accordo con l’idea di rendere le buste paga più pesanti?

Sono d’accordo e trovo che sia molto importante la scelta di partire dai lavoratori che guadagnano meno.

 

Ritiene che vadano incentivati anche i premi di produttività?

La cosa più importante è incentivare la domanda interna e ciò è a disposizione della leva fiscale. Aiutare quanti guadagnano di meno è un passo nella giusta direzione. Detto ciò non possiamo dimenticarci che il problema delle nostre imprese è anche a livello di produttività.

 

L’Agenzia Unica per il Lavoro può rappresentare una soluzione?

Speriamo. Sicuramente è necessario avere una gestione nazionale di tutti i dati che riguardano l’andamento del mercato del lavoro. Può essere una soluzione, ma come sempre bisognerà vedere come viene realizzata nel nostro Paese. Le soluzioni non sono giuste o sbagliate a priori, ma giuste o sbagliate per il modo in cui sono realizzate.

 

(Pietro Vernizzi)

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