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Lavoro

JOBS ACT/ 1. Martone: contratto unico e sindacati, avanti con la riforma

Per MICHEL MARTONE, la legge Fornero ha cercato di promuovere il lavoro a tempo indeterminato, ma alla luce delle ultime statistiche va modificata per favorire la flessibilità in entrata

Michel Martone (Infophoto)Michel Martone (Infophoto)

«La legge Fornero ha cercato di promuovere innanzitutto il lavoro a tempo indeterminato, ma alla luce delle ultime statistiche è necessario modificarla per favorire la flessibilità in entrata. Occorre puntare su contratto a tempo determinato, contratto di somministrazione e partite Iva». Lo evidenzia Michel Martone, ex viceministro del Lavoro del governo Monti ai tempi della riforma Fornero. Il premier Renzi sta mettendo a punto il suo piano per il lavoro, che si basa su assunzioni più facili e buste paga più pesanti per i redditi più bassi.

Professor Martone, a due anni dal suo varo è già necessario modificare la legge Fornero. Su che cosa avete sbagliato?

Alla luce delle recenti statistiche sul mercato del lavoro, penso che sarà necessario intervenire sulla parte relativa alla flessibilità in entrata. È in particolare necessario apportare modifiche sulla causale del contratto a termine, sul contratto di somministrazione e sulle partite Iva.

La riforma Fornero ha introdotto un eccessivo irrigidimento del mercato del Lavoro?

La legge Fornero ha cercato di promuovere il lavoro a tempo indeterminato. Questa parte va però compensata da una liberalizzazione relativa ad altri aspetti, in quanto ci troviamo in un momento nel quale la crisi economica continua a colpire in maniera molto dura, aumenta la disoccupazione e quindi è necessario agevolare le assunzioni e semplificare il mercato del lavoro.

All’epoca della riforma Fornero non avete tenuto conto di questo aspetto?

All’epoca della riforma, Elsa Fornero ha ritenuto che la priorità fosse incentivare le assunzioni a tempo indeterminato.

Che cosa ne pensa del Jobs Act di Renzi?

Il testo completo dobbiamo ancora leggerlo. Per quanto riguarda le sue linee guida, si tratta di proposte interessanti, anche se come sempre il diavolo si nasconde poi nei dettagli.

Sul contratto unico è d’accordo?