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Lavoro

JOBS ACT/ 2. Renzi "rottama" la Fornero ma rischia una figuraccia

Ieri sono state annunciate alcune azioni e linee di intervento in materia di mercato del lavoro da parte del Governo guidato da Matteo Renzi. Le commenta MARIO MEZZANZANICA

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Il lavoro sta diventando sempre più un’opportunità per “privilegiati”. In particolare i giovani disoccupati, come previsto da diversi anni da studi anche qui pubblicati, sono ormai quasi uno su due (tasso di disoccupazione dei giovani tra 15 e 24 anni pari al 42% circa). La politica, nonostante le chiare previsioni, non è riuscita in questi anni ad attuare interventi che invertissero la rotta o quantomeno la riducessero. Ci prova ora il nuovo governo Renzi. Ieri sono state annunciate alcune azioni e linee di intervento in materia di mercato del lavoro.

Attuazione dal primo maggio della “Garanzia giovani” con estensione dell’età dei possibili beneficiari a 29 anni (il governo Letta si era fermato a 24 anni, alcune regioni autonomamente avevano già innalzato l’età a 29 anni ). Un provvedimento urgente che contiene due interventi. Il primo, di semplificazione sul contratto a termine, che sostanzialmente toglie alcune rigidità introdotte dalla legge Fornero in tema di modifica della durata del primo rapporto (da 12 a 36 mesi e possibilità di più proroghe entro il limite dei 36 mesi). Il secondo, riguarda il contratto di apprendistato per il quale si prevedono semplificazioni amministrative ed eliminazioni di rigidità (l’assunzione di nuovi apprendisti non è più condizionata alla conferma in servizio di precedenti apprendisti).

Viene proposto inoltre “un disegno di legge che conferisce al Governo apposite deleghe finalizzate a introdurre misure per riformare la disciplina degli ammortizzatori sociali, riformare i servizi per il lavoro e le politiche attive, semplificare le procedure e gli adempimenti in materia di lavoro, riordinare le forme contrattuali, migliorare la conciliazione tra tempi di lavoro e tempi di vita” (rif. nota ministero del Lavoro).

A tali proposte, specifiche sul mercato del lavoro, sono certamente collegate altre azioni, come ad esempio, di riduzione del cuneo fiscale per i lavoratori e di riduzione della tassazione per le aziende. I lavoratori dipendenti o assimilati (a progetto), che hanno un reddito lordo annuo fino a 25 mila euro, avranno un aumento netto annuo in busta paga stimato in circa 1.000 euro. Per le aziende si prevede la riduzione dell’Irap del 10%, la riduzione del premio Inail, l’aumento di fondi di garanzia per il credito e la riduzione del 10% dei costi dell’energia (questi ultimi per le Pmi).