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Lavoro

PIANO LAVORO/ Angeletti (Uil): Renzi non ci capisce, ce ne faremo una ragione

Luigi Angeletti (Infophoto)Luigi Angeletti (Infophoto)

È vero, è un problema che dovrà essere affrontato e risolto in tempo brevi. Anche per i pensionati, ovviamente, vale la regola vigente per tutti gli altri: abbiamo bisogno di persone con maggiore disponibilità di denaro per aumentare la domanda interna.  

 

Si è tanto detto, per bocca anche dello stesso Renzi, che il sindacato - come la politica - deve cambiare. È un primo passo verso un cambio di pelle anche da parte dei sindacati?

Ognuno può dire che l’altro deve cambiare; ogni tanto bisognerebbe anche dirci - se fossero capaci o in buona fede - in che modo. Noi glielo diciamo cosa devono fare, a noi piacerebbe sentirci dire, in maniera altrettanto chiara e non generica, cosa dovremmo fare di diverso. Dobbiamo chiedere più o meno soldi? Fare più scioperi, farne meno o non farli proprio? Che ci dicessero concretamente che cosa dobbiamo fare. Secondo me, però, non lo sanno.

 

Lei vede in Renzi un interlocutore con il quale è possibile fare cose concrete e utili?

Renzi ha le energie e la volontà - che sono due cose non indifferenti - per fare quei cambiamenti che sono necessari per il nostro Paese, a partire dalla Pubblica amministrazione fino alla Giustizia, passando dall’abolizione del Senato e delle Provincie (e accorpare i Comuni), per dare vita a un sistema politico decente rispetto a quello avuto negli ultimi 60 anni. Poi penso che Renzi, non essendo onnisciente, non capisca molto di sindacato, ma, rubandogli la battuta, “ce ne faremo una ragione”.

 

(Fabio Franchini)

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