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Lavoro

MARCO BIAGI/ Quei contratti del '97 che Renzi vuol "copiare"

Marco Biagi (1950-2002) (Infophoto)Marco Biagi (1950-2002) (Infophoto)

Nessuno pensa di reintrodurre il recesso ad nutum, ma una nuova ipotesi di flessibilità contrattata. Una formula ragionevole su cui lavorare è quella del recente accordo tripartito spagnolo. Sperimentare un nuovo tipo di contratto a tempo indeterminato per i neoassunti fra certe categorie (giovani, disoccupati di lungo periodo o di età superiore ai 45 anni, invalidi, titolari di precedenti rapporti precari) che potranno essere licenziati a fronte della corresponsione di indennità predeterminate con certezza quando la causa di recesso risulti ingiustificata.

Le integrazioni potrebbero essere due: la previsione nei confronti collettivi (anche aziendali) di tipologie di recesso (restando quelle previste per legge in caso di assenza di previsioni contrattate) e l’introduzione di forme conciliative e arbitrali, eventualmente gestite anche dagli enti bilaterali, forse l’esperienza più significativa di microconcertazione. Sperimentare queste soluzioni appare ormai una scelta obbligata, sempre che le parti sociali abbiano anche in Italia la necessaria determinazione.

 

(Marco Biagi, Il Sole-24 Ore, 5 maggio 1997)

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