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IDEE/ L’imposta per aiutare Jobs Act e Garanzia Giovani

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Non si tratta però di un prelievo solidaristico (aiutiamo i più bisognosi), ma un prelievo a natura perequativa, volto a sgravare coloro che ingiustamente si trovano nella posizione di sopportare oneri eccessivi. La sostenibilità etica ed economica di questi prelievi va ricondotta all’obiettivo più generale (evocato all’inizio di questo articolo) di assicurare la sostenibilità integrata.

Naturalmente, non è possibile immaginare un prelievo che vada a colpire indiscriminatamente tutta la popolazione oltre una certa fascia di età, dovendo fare salva, anche in questo caso, la tutela della fascia più debole (i superanziani, che tra l’altro, sono anche loro i fautori del successo economico dei baby boomer), anch’essa, come i giovani ai margini della vita lavorativa. Un intervento generalizzato inoltre provocherebbe una nuova contrazione dei consumi e quindi andrebbe a ridurre il beneficio che la stessa politica fiscale vuole assicurare. Ecco perché si prevede un impatto a “campana” del contributo; maggiore nella maturità fiscale e minore all’ingresso e in uscita da tale maturità. Il prelievo deve inoltre essere progressivo e proporzionale al grado di superamento della soglia minima da predeterminare.  

Ora si può discutere sulla progressività di tale imposta, sui contribuenti da esonerare e sul target dei beneficiari della perequazione, ma certo non sulla sua necessità e urgenza, sotto il profilo etico, giuridico ed economico.

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