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Lavoro

CONTRATTI/ Cofferati: con le regole di Renzi non ci sarà nuovo lavoro

Sergio Cofferati (Infophoto)Sergio Cofferati (Infophoto)

Il nuovo lavoro non si crea rendendo l’assunzione più flessibile o meno onerosa per le imprese, ma facendo sì che queste ultime abbiano del lavoro da fare. È sui consumi che bisogna agire, perché se questi aumentano stimolano l’esigenza delle aziende a produrre. La gran parte del sistema produttivo italiano è orientata a soddisfare la domanda interna, mentre le aziende che esportano sono la parte minoritaria. La domanda interna è crollata per il venir meno dei consumi delle famiglie. Non è rendendo meno costoso il contratto a termine, o estendendone illimitatamente l’applicazione che si crea nuova occupazione. Ciò che occorre sono investimenti in grado di creare competitività per il sistema produttivo, ripristinando un livello adeguato di consumi.

 

Per Matteo Renzi, serve una nuova politica del lavoro in Europa. È d’accordo con lui?

Il problema dell’Europa è la mancanza della crescita. La lunga crisi è stata accentuata dalle politiche di rigore. L’idea che il contenimento della spesa producesse automaticamente crescita, si è rivelata una solenne bugia. Per avere la crescita bisogna ritornare a delle politiche keynesiane d’investimento rivolte ai settori che determinano un aumento della capacità competitiva delle imprese, come le infrastrutture e l’innovazione della ricerca. Occorre abbandonare rapidamente la strada sbagliata del rigore e pur controllando la spesa imboccare quella della crescita attraverso politiche d’investimento mirate. Gli stessi Stati Uniti per esempio hanno coniugato una riduzione della spesa ma non con tagli lineari a robusti investimenti per ripristinare la manifattura.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
22/03/2014 - ancora i vecchi responsabili del nostro casino (alberto servi)

Sergio Cofferati dovrebbe avere coscienza dell`assassinio di Marco Biagi, invece niente. Continua a tirare l`acqua al mulino del sindacalista oggi suggeritosi imprenditore e persiste negli atteggiamenti del `68 quelli dell`affossamento della cultura del merito, delle convergenze parallele,del 18 politico, del suggerimento di Berlinguer del 1970 a invadere Mirafiori. Del disastro che ne e` seguito ad asclusivo vantaggio di certo sindacato, dell`aumento delle quote sindacali e del potere ai sindacalisti come Bertinotti,quello con le scarpe di coccodrillo. C`e` rimasto,preminente nella massima evidenza il solo diritto al lavoro dei tanti che non sono occupati. E` scomparso d`incanto l`imprenditore che poi altro non e` che l`ex dipendente/lavoratore con idee e voglia di fare. Rimangono le preoccupazioni caratteriali del nostro tempo. Dove mai sara`il capitale straniero disposto all`investimento con l`art 18 ancora in essere? Chi dara` lavoro, Cofferati, Landini, Cremaschi o la Camusso ?