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SPILLO/ La guerra a sinistra che lascia il lavoro "in cantina"

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Allora anche il buon senso dovrebbe far dire che, in ragione di una valutazione ponderata, appaiono più opportuni e ragionevoli, come si suol dire, 10,100,1.000,10.000 contratti a termine, che avere tra i piedi partite Iva mascherate (o comunque non scelte dai singoli ma imposte da unici committenti), forme di associazione d’impresa tra commesse in negozi di abbigliamento per bimbi o di intimo (provate ad andare nei nuovi mega centri commerciali e chiedere alle ragazze o in alcune street che vanno per la maggiore nello shopping del sabato…), talune collaborazioni professionali che, nonostante la riforma Fornero, continuano a sussistere nei vari “scantinati” del lavoro nostrano e che di collaborazione hanno solo l’intestazione della documentazione fiscale.

Apprendistato, contratti a termine e lavoro in affitto sono forme di lavoro dipendente comunque tutelate, con ferie, norme per la malattia, la maternità, la previdenza e qualche diritto di rappresentanza: il resto assomiglia a forme di precariato e sfruttamento, laddove vengono adottate tipologie di impiego, come quelle sopra richiamate, per qualifiche professionali che di fatto sono di lavoro subordinato!

E, come dice un capo sindacale lombardo, bergamasco d’origine, atalantino per natura, ma intelligentemente attento alla realtà, ci sarà pure una ragione se nello stadio della prima in classifica lavorano quasi 1500 persone con tipologie contrattuali con durate diversificate (chi lavora un giorno, altri tre giorni, altri ancora a tempo indeterminato), ma sostanzialmente tutelate!

In realtà, sullo sfondo, si intravede lo scontro interno alle aree della sinistra tradizionale in occasione del Congresso Cgil alle porte, tra la maggioranza ormai “socialdemocratica” di Susanna Camusso e le aree un po’ “bertinottiane” di Landini & co (devono contarsi, un po’ come le diverse frazioni di centro e centrodestra alle elezioni europee); lo scontro nell’ex casa comune della sinistra è solo una parte dello scenario, dei continui nervosismi in casa Pd tra le diverse fazioni pro e contro il nostro Matteo nazionale!

In questo senso anche la diverse posizioni sindacali si spiegano, in particolare per la Cgil nel pieno del Congresso, con il Premier che sembra giocherellare al gatto e al topo con Susanna stessa e Landini, mentre Bonanni e la Cisl sono alla ricerca del bandolo di una matassa sempre più ingarbugliata, senza più concertazione, con una classe di politici alla guida di un autobus che non si ferma a nessuna delle “stazioni confederali”, neanche a richiesta. Il ce ne faremo una ragione appare l’unico e realistico modo di fare necessità virtù.