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JOBS ACT/ Treu: troppi paletti, Renzi "liberi" le imprese se vuole aiutare i giovani

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Credo che su questo aspetto si stia mettendo un’enfasi ideologica eccessiva. Le cose realmente importanti sono altre, e cioè il cuneo fiscale, i servizi all’impiego e gli ammortizzatori sociali. Le regole sui contratti di lavoro sopravvengono in un secondo momento. L’idea del contratto d’inserimento può andare bene, ma ora bisognerà chiarire i rapporti con l’apprendistato.

 

Che cosa ne pensa dei limiti al contratto a termine?

Ho proposto che il contratto a termine sia semplificato, perché le causali previste sono solo un fattore di complicazione che provoca una litigiosità giudiziaria non necessaria. Ritengo che le aziende debbano essere lasciate libere di fare dei contratti a termine, pur nel rispetto di un tetto massimo sia come percentuale di lavoratori sia come periodo di tempo.

 

Come valuta invece il capitolo del Jobs Acts relativo alle semplificazioni?

Le piccole imprese hanno bisogno di minori adempimenti burocratici, in quanto questi ultimi si possono e debbono ridurre in modo consistente. E’ un contratto che va attuato con particolare attenzione, sentendo quanti tutti i giorni hanno difficoltà. Per esempio le comunicazioni delle imprese nei confronti delle attività pubbliche devono essere poter fatte una volta per tutte, e se ci sono dei dati già in possesso della pubblica amministrazione è inutile richiederli una seconda volta.

 

(Pietro Vernizzi)

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