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Lavoro

JOB SHARING/ Dall’Expo un "assist" per far crescere il lavoro

Il tema dell’Expo 2015 richiama l’importanza sul settore agroalimentare, che si sta attrezzando anche con nuovi contratti per essere più efficiente, come spiega GIANCAMILLO PALMERINI

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Il prossimo Expo, che si terrà a Milano da maggio a ottobre del prossimo anno, rappresenta certamente per il nostro Paese un’importante opportunità per il rilancio del marchio Italia nel mondo e, quindi, dell’occupazione. Il tema scelto, sicuramente ambizioso, è quello di “Nutrire il pianeta, energia per la vita”. Ci si chiede, insomma, se è oggi possibile assicurare a tutta l’umanità un’alimentazione buona, sana, sufficiente e sostenibile.

In questa prospettiva i diversi paesi partecipanti, ben 147, porteranno a Milano le loro competenze nei settori dell’agricoltura, della produzione industriale, del commercio dei prodotti e della ricerca scientifica. Prendendo spunto da questo scambio di esperienze e buone pratiche, si spera, quindi, di costruire insieme modelli innovativi di sviluppo per assicurare a tutta l’umanità un’alimentazione buona, sana e sostenibile capace, inoltre, di tutelare la biodiversità, elemento indispensabile per la salute del nostro pianeta.

Expo 2015 offre così un’importante opportunità per un settore, quello dell’agricoltura (nel senso più ampio del termine) che sta vivendo, anche grazie alla nuova generazione di giovani imprenditori, una stagione di forte innovazione.

In questo quadro la politica, e gli ultimi governi in particolare, si sta così adoperando per dotare il settore di strumenti operativi più nuovi, moderni e innovativi. È il caso, ad esempio, della disciplina relativa alle assunzioni congiunte (il cosiddetto “job sharing”) di lavoratori dipendenti per lo svolgimento di prestazioni lavorative nelle imprese del settore agricolo, il cui decreto operativo è stato firmato nei giorni scorsi e sarà pubblicato a breve sulla Gazzetta ufficiale.

Con tale strumento si ritiene di venire particolarmente incontro alle esigenze delle imprese agricole che vogliano cogliere nuove opportunità di sviluppo, ad esempio assumendo uno specialista di marketing o di nuove tecnologie dell’informazione, ripartendone gli oneri tra più soggetti legati da un contratto di rete. Si auspica così di poter favorire l’accesso anche di personale sempre più professionale e qualificato (ben il 23% degli iscritti al primo anno delle scuole secondarie superiori ha scelto lo scorso anno un indirizzo legato all’agricoltura e all’enogastronomia) in un settore, quello dell’agricoltura appunto, che sta affrontando nel nostro Paese un rilevante sforzo per rinnovarsi.