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Lavoro

DECRETO LAVORO/ Sacconi: le liti nel Pd stanno bloccando le vere riforme

Per MAURIZIO SACCONI, Nuovo Centro Destra voterà sì alla fiducia alla Camera sul decreto lavoro, per poi cercare di modificarlo al Senato anche con l’aiuto di Forza Italia

Maurizio Sacconi (Infophoto)Maurizio Sacconi (Infophoto)

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha annunciato che chiederà il voto di fiducia sul decreto Poletti approvato dalla commissione Lavoro di Montecitorio. Il Nuovo Centro Destra non condivide però le modifiche introdotte per quanto riguarda la formazione pubblica degli apprendisti e le sanzioni connesse al tetto sui contratti a termine pari al 20% dei lavoratori complessivi. Lo stesso ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha ammesso che in seconda lettura a Palazzo Madama “si continuerà a discutere”. Maurizio Sacconi, presidente della commissione Lavoro al Senato, nel frattempo ha annunciato che Nuovo Centro Destra voterà sì alla fiducia alla Camera per poi cercare di modificare il decreto al Senato.

Senatore Sacconi, non è paradossale votare sì alla Camera per poi cercare di cambiare lo stesso testo al Senato?

E’ normale invece che si faccia così, l’iter del provvedimento consente una seconda lettura nella quale lavoreremo per cambiare il testo e riavvicinarlo a quello originario. Noi non molliamo.

Ha davvero senso votare sì alla fiducia e poi cercare di cambiare in un secondo momento?

Certo, perché il governo non cade sul contratto di apprendistato, ma allo stesso tempo lo vogliamo rendere più flessibile e più utilizzabile.

Ritiene giusto fare avanzare i provvedimenti del governo a colpi di voto di fiducia?

No, ma le fiduce fino ad ora sono state molte di meno di quelle praticate dai governi precedenti.

Eppure il Nuovo Centro Destra non finisce per essere ricattabile dal presidente del consiglio attraverso i voti di fiducia?

Guardi, questi voti di fiducia hanno sempre la forza di costringere la maggioranza a votare indirettamente un provvedimento. Anche il riottoso partito di Renzi. Il punto è che questo voto è soltanto in prima lettura. In seconda lettura la commissione del Senato da me presieduta sarà in grado di cambiarlo.

Che cosa ne pensa della posizione del Pd che è in fibrillazione e continua a produrre modifiche?

Che c’è un conflitto tra riformisti e conservatori.

La ritiene una dialettica normale?

E’ una dialettica normale che però si scarica sull’efficacia dell’azione di governo.

Il Pd è nel caos?

No, non siamo al caos. Anche se quanto sta avvenendo nel Pd certamente limita l’azione di governo.

Rispetto a Ncd, Forza Italia può permettersi di votare i provvedimenti del governo solo quando lo ritiene opportuno. Il partito di Berlusconi è in una posizione privilegiata? 


COMMENTI
23/04/2014 - Di solito dopo il litigio si fa pace e... (claudia mazzola)

la politica, non azzecca neppure questa! Si riformino!