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DECRETO LAVORO/ Damiano (Pd): i 4 punti per un accordo con Ncd e Scelta Civica

Per CESARE DAMIANO, il decreto Lavoro potrà essere cambiato in seconda lettura accettando in parte le proposte di Sacconi sull’apprendistato e un pacchetto di altri tre emendamenti

Cesare Damiano (Infophoto) Cesare Damiano (Infophoto)

Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro alla Camera ed esponente della sinistra Pd, apre alle proposte di Maurizio Sacconi per modificare il decreto Poletti e prende le distanze dalla Cgil della quale dice: «Non ci identifichiamo con le posizioni della Camusso, e lei non si identifica con le nostre». Ex segretario della Cgil Veneto prima di diventare ministro del Lavoro nel governo Prodi, Damiano tende la mano al Nuovo Centro Destra dicendosi disponibile a modifiche condivise al Decreto lavoro nella seconda lettura al Senato. Parlando con ilsussidiario.net, l’onorevole del Pd spiega il pacchetto di emendamenti cui è pronto a dire sì. Martedì Sacconi aveva annunciato che Ncd avrebbe votato la fiducia alla Camera, ma poi avrebbe cercato di cambiare il testo del decreto al Senato.

Per Sacconi il dibattito sul lavoro dimostra che nel Pd c’è un “conflitto tra riformisti e conservatori”. Lei che cosa ne pensa?

Sacconi farebbe bene a pensare al Nuovo Centro Destra in vista delle prossime elezioni europee, al Pd ci pensiamo noi. Non c’è nessuno conflitto nel Pd, in quanto gli emendamenti che abbiamo presentato sono stati approvati da 21 parlamentari su 21.

Eppure la Cgil si è opposta alla mediazione del ministro Poletti …

Voi giornalisti continuate a insistere su cose inesistenti. Che cosa c’entra la Cgil? La Cgil non c’entra niente, perché è iper-critica su questo decreto.

Voi non vi identificate con le posizioni della Cgil?

Ma ci mancherebbe, perché dovremmo? Né la Cgil si identifica con le nostre. A lei risulta che la Cgil sia favorevole al decreto e alle correzioni?

No.

E allora? Se ci identificassimo avremmo fatto cadere il decreto. Queste sono stupidaggini alimentate dai media.

Che cosa succederà se, al Senato, Sacconi non farà marcia indietro?

Sacconi ha la possibilità di modificare il decreto al Senato. È evidente che poi il testo cambiato al Senato tornerà alla Camera, che a sua volta può avere la possibilità di cambiarlo. Se si vuole convertire il decreto entro il 19 maggio bisogna che il cambiamento che arriverà al Senato sia concordato.

Se il Nuovo Centro Destra modificherà la parte relativa all’apprendistato, accetterete un compromesso?