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SPILLO/ Così l'Italia può trasformare la Garanzia Giovani in un flop

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Un ventenne di Piacenza dovrà recarsi obbligatoriamente al Centro per l’impiego pubblico e poi attendere che si formi una rete di collaborazioni (forse anche con agenzie private) che si occupi di trovargli un inserimento lavorativo. Se ha una fidanzata pavese (li divide solo il ponte sul Po), lei, quando la Regione Lombardia si ricorderà che ha già un sistema di servizi con dote unica che può gestire tutti i servizi al lavoro per qualunque target, potrà entrare a sua scelta in qualunque agenzia pubblica o privata e programmare un percorso di inserimento.

L’occasione della Garanzia Giovani può essere la prova generale per un nuovo sistema di servizi al lavoro coordinati da un’agenzia unica nazionale capace di programmare l’uso di politiche attive e politiche passive per un mercato del lavoro più efficiente. Mi auguro che dopo il monitoraggio del primo quadrimestre il ministro abbia il coraggio di intervenire richiamando tutti gli attori a dare piena attuazione al programma, obbligandoli ad assicurare a tutti i giovani le stesse opportunità. Sarebbe l’avvio di una riforma vera per un mercato del lavoro capace di essere efficiente a sostegno di una nuova fase di crescita economica.

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