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JOBS ACT/ Il decreto che "smonta" le innovazioni di Renzi

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Mentre si assisteva a questa vera e propria pantomima, più a uso e consumo delle proprie posizioni politiche esterne che alla soluzione dei problemi del lavoro, lo specchietto delle allodole è stato il tema del numero di rinnovi possibili del contratto a tempo determinato sul quale si è scatenato un dibattito degno del gioco della morra tipico delle valli del mio Trentino. Il finale è come sempre inglorioso. Un Governo che ha un decreto legge che non risolve nulla, un Parlamento che ha riaffermato il suo potere irragionevole e le parti sociali che incassano quel tanto di visibilità e legittimazione su cui sono solidali.

La domanda che vorrei fare è se il Governo pensa davvero che questo provvedimento avrà un impatto sul problema centrale che è la disoccupazione. Ma non occorre, la risposta l’ha data già il Fondo monetario internazionale, evidenziando come il problema sia altrove. Il problema è nel consociativismo, che è così pervicace e diffuso che avvelena ogni tentativo per quanto timido di riforma e inibisce ogni possibilità di innovazione economica, sociale e politica in tutta la società. 

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