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Lavoro

IL CASO/ Le "raccomandazioni" in rete che aiutano a trovare lavoro

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Se tutto ciò non dovesse bastare si può mettere, allora, in evidenza che l’applicazione per Facebook, BranchOut fondata nel 2010, attiva in 60 paesi, disponibile per più di 30 milioni di utenti in 15 lingue, la quale afferma di essere “la più grande rete professionale con oltre 800 milioni di profili”, seppur abbia mutato nel corso degli anni i propri obiettivi, trasformandosi in una chat lavorativa, potrebbe pur sempre rappresentare una potenziale minaccia di cui tener conto.

Ciò premesso, vi sono, però, delle notevoli differenze tra i social network e una rete professionale quale LinkedIn. In linea generale, quest’ultima si discosta da Facebook, e dagli altri SN, per alcune caratteristiche distintive. Come si comprende assai bene, il profilo è il cardine di ogni SN, il fiatiniziale da cui prende vita qualsiasi attività social. Ebbene, il profilo di LinkedIn non è esattamente lo stesso degli altri SN. È estremamente reale, poiché su LinkedIn si è realissimi, vi si sta col proprio nome reale, con la foto professionale, meglio se in bianco e nero. Comparato agli altri SN forse è un luogo fin troppo reale, dove questa tensione continua verso la realtà finisce spesso per sconfinare nell’iperrealismo; in questo senso, non possono, dunque, che proliferare, in maniera virale, qualificazioni e aggettivi magniloquenti nell’autodefinirsi a livello professionale, quali “Responsabile”, “Strategico”, “Creativo”, “Efficace”, “Esperto”.

Si accettano, dunque, di buon grado i termini e le condizioni di LinkedIn che vogliono che si sia sinceri nelle autocertificazioni, che si abbia un unico account e nessun fake. Big LI vuole essere un posto trasparente, un locus dove in cambio di un piccolo spazio virtuale, si “carica” una foto, ci si presenta in comunità e si racconta il sé lavorativo, quello presentabile. Questo significa che nessun “amico” può “taggare” le foto di quella festa tra amici dove si è pur sempre alzato il gomito, oppure quelle foto dove vengono esibiti comportamenti poco ortodossi o simpatiche scenette familiari. Questo per sottolineare che, in generale, sui social network possono venire continuamente “postati” stati d’animo e perfino pulsioni viscerali, vi possono essere casi, addirittura, dove amici, o presunti tali, arrivano a scrivere delle vere e proprie brutture, indelebili, sul proprio muretto (wall). La parete di Big LI, invece, più è ordinata, messa a lucido, ricca di lustrini, e meglio è.

Ai fini della ricerca di un lavoro Big LI può essere, dunque, considerato più importante di Facebook: del resto è questa la sua caratteristica distintiva e come tale viene considerato da selezionatori, addetti alle risorse umane, dall’opinione pubblica in generale, come visto anche nei precedenti articoli. LinkedIn viene associato, pertanto, al mondo del lavoro, vi viene ammesso senza problemi e se ne favorisce la diffusione, mentre, all’opposto, Facebook viene sistematicamente “bannato”, poiché considerato uno strumento non propriamente utile ai fini lavorativi o per aumentare le statistiche della produttività aziendale.