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RIFORMA PA/ Faverin (Cisl): senza il contratto il piano di Renzi fallirà

Marianna Madia, ministro della Funzione pubblica (Infophoto) Marianna Madia, ministro della Funzione pubblica (Infophoto)

Anche in una bottega, un artigiano che ha tre dipendenti sa che se vuole motivarne uno, utilizza le possibilità concesse dal contratto di assegnargli una funzione migliore o più elevata. Dopo cinque anni di blocco, non si può affrontare una riforma della Pubblica amministrazione senza utilizzare lo strumento del contratto. È quest’ultimo che ci può permettere di capire se i profili professionali sono adeguati alle attuali esigenze.

 

Voi siete a favore di una diminuzione degli organici nella Pubblica amministrazione?

Il punto è rispetto a che cosa vadano ridotti, anche perché in dieci anni i dipendenti pubblici sono diminuiti di 372mila unità. Ci possono essere realtà decentrate che hanno più personale rispetto a quello necessario, e possono dunque esservi compensazioni. Non si assume più dove c’è organico a sufficienza e lo si fa dove il rapporto tra lavoratori e abitanti o tra lavoratori e funzione da svolgere è più alto.

 

Uno snellimento dell’organico può favorire l’efficienza della Pubblica amministrazione?

Non credo che si possa dire che con 100mila dipendenti in meno l’amministrazione funzionerebbe meglio. Tutto va rapportato agli altri fattori in gioco e va introdotto un piano di razionalizzazione per ogni amministrazione. Questo piano non va però basato su vecchi criteri come le piante organiche, ma sui nuovi fabbisogni standard e su specifiche situazioni. In questo modo troveremo organici da ridurre e altre realtà con gravi carenze. Il fatto stesso che ci si rivolga ad appalti ed esternalizzazioni lo documenta.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
22/05/2014 - commento (francesco taddei)

nella p.a. non contano le competenze, ma solo le amicizie. si autogestiscono e nessuno può toccarli.