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SPILLO/ Giovani e imprese, una "cura" inglese per l'apprendistato italiano

In Italia si sta intervenendo ancora sull’apprendistato, che nel Regno Unito è stato oggetto di una riforma interessante. Ce ne parlano ALFONSO BALSAMO e HABTAMU LEGAS

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Se in Italia l’apprendistato, con gli ultimi provvedimenti, rischia di essere svuotato dei suoi contenuti formativi, nel Regno Unito è diventato il perno di una riforma del mercato del lavoro sempre più orientata alla formazione. Se in Italia ci si fa bastare uno spot di Fiorello, nel Regno Unito si è innescato un processo culturale e mediatico che ha fatto dell’apprendistato un tema centrale dell’agenda-Paese, uno strumento ritenuto fondamentale per far acquisire, soprattutto ai giovani, le competenze necessarie per affrontare la sfida del rapido cambiamento economico.

Al di là della Manica si organizzano quotidianamente workshop locali dedicati ai giovani studenti, incontri con imprenditori, lavoratori, formatori, e una vera e propria “Uk Apprenticeship Week” che in una settimana coinvolge l’intera nazione in un dibattito aperto e ricco di spunti. Ma è un risultato che viene da lontano: da un decennio, infatti, i governi britannici, Conservatori o Laburisti, hanno avviato diversi processi di riforma per modernizzare questa tipologia di contratto e renderla un efficace volano di crescita industriale.

La storia dell’apprendistato nel Regno Unito è radicata nell’età delle gilde medievali e si sviluppa costantemente fino alla rivoluzione industriale. Grazie allo Statute of Artificers (1561), l’ Health and Morals of Apprentices Act (1802), i Factory and Workshop Acts (1878, 1895) l’apprendistato, seppur in forme “arcaiche”, si è lentamente sedimentato nel tessuto produttivo del Paese. Alla sua forma “moderna” - dopo il “Modern Apprenticeship Act” del 1994 - l’apprendistato giunge grazie a scelte bi-partisan che ne hanno fatto una vera e propria priorità. Nel Regno Unito l’apprendistato è un rapporto di lavoro retribuito in cui lavoro e formazione sono integrati grazie alla partecipazione di un provider (ente di formazione). Esso è regolato dall’Employment Rights Act (1996) e l’Alliance Skills Councils è l’ente che certifica l’effettiva formazione dell’apprendista.

Con l’Apprenticeships, Skills Children and Learning Act (2009) si è stabilito che gli apprendisti hanno diritto a ricevere il salario minimo nazionale che ammonta a 2,68 sterline all’ora. Gli apprendisti over-19 riceveranno il salario minimo nazionale applicabile alla loro età dopo aver completato un anno del loro apprendistato. Il governo e il datore di lavoro condividono il costo della formazione che varia con l’età dell’apprendista.

Il governo contribuisce al 100% dei costi di formazione se l’apprendista è di età compresa tra 16-18 anni, il 50% dei costi di formazione se l’apprendista è di età compresa tra 19-24 anni e fino al 50% dei costi di formazione se l’apprendista è di età superiore a 25. Il Business, Innovation and Skills (Bis) ha reso noto che nel Regno Unito si è consolidato un generale incremento nel numero di apprendisti che si è consolidato negli anni. Tra il 2011/12 e il 2009/10 c’è stato un incremento del 14% dei nuovi apprendisti, una crescita che arriva addirittura al 210% se si fa riferimento ai nuovi apprendisti nel 2002/03.