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Lavoro

SPILLO/ Lavoro e salari, così i sindacati possono "aumentare" i bonus di Renzi

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Su queste premesse, l’ultima domanda è: in che modo allora i sindacati possono aiutare a salvaguardare nel lungo periodo l‘occupazione creata dall’esecutivo, a dare più certezze per il futuro ai lavoratori e quindi un impulso ai loro consumi? Con l’intervento di quelle Rsu, di cui il regolamento attuativo dello scorso 10 gennaio ha rinvigorito il ruolo, al fine di realizzare in azienda uno scambio tra diritti e lavoro, potrebbe essere la risposta. Come accade da tempo in Germania, dove i cosiddetti accordi di settore hanno scongiurato importanti crisi occupazionali.

Ad esempio, per cominciare, i sindacati di vertice potrebbero affidare esclusivamente ai sindacati aziendali l’individuazione dei compensi per lavoro straordinario, festivo oppure notturno, in considerazione delle specificità di ogni singolo contesto produttivo e nel solco di un percorso già avviato da qualche anno con alcune misure di detassazione.

Si tratterebbe in fondo, di giocare di squadra perché, come Bauman ha avuto a dire in Una nuova condizione umana (Milano, Vita e Pensiero, 2003), “non ci sono soluzioni individuali a problemi sociali”. Soprattutto, per questa via, il prossimo 1° maggio, forse il Premier non avrà bisogno di inviare a un quotidiano una lettera in difesa dell’azione di governo; i leader sindacali di bacchettarlo dai pulpiti delle piazze; le proteste a Torino saranno meno violente; il Presidente della Repubblica più sereno. E allora il 1° maggio, per qualcuno, tornerà a essere la Festa del lavoro. 

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