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DECRETO LAVORO/ Gli ostacoli che pesano più delle manette in Senato

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Ovviamente, per valutare l’effettiva portata innovativa dell’ennesima legge sul mercato del lavoro, è necessario che le intenzioni del Legislatore attraversino la prova sul campo al fine di verificarne la tenuta. A questo punto, possono già porsi i primi dubbi interpretativi in ordine all’applicazione delle disposizioni normative appena accennate da parte delle aziende. 

In che termini infatti è possibile stipulare contratti a termine acausali in quei settori produttivi in cui la contrattazione collettiva prevede espressamente la necessaria indicazione della causale di utilizzo ai fini della genuinità del contratto stesso? Non emergono chiarimenti neppure in ordine al rispetto del tetto legale del 20% da parte di imprese che adottino contratti collettivi contenenti una misura percentuale diversa. Ad esempio, nei settori come il turismo, dove il limite si avvicina al 50%, il limite dell’attuale novella legislativa potrebbe rappresentare un ulteriore ostacolo a creare occupazione. Per altro verso, laddove la contrattazione collettiva vada a regolamentare le percentuali in misura minore rispetto al dettato legislativo si assisterebbe a una sovrapposizione di norme sulla medesima fattispecie che prevedono fra l’altro conseguenze diverse in caso di violazione.

Le medesime argomentazioni possono essere utilizzate per affrontare i dubbi circa le regole di stabilizzazione nell’apprendistato, nei casi in cui vi sia un contrasto con la disciplina contenuta nella maggior parte dei contratti collettivi che deve ritenersi pienamente operativa. 

Pertanto, la portata innovativa della legge rischia di affondare in vecchi problemi legati al mancato coordinamento fra le fonti di legge e l’assenza di una produttiva concertazione con le parti sindacali. Le aziende che vorranno applicare il decreto nonostante i vincoli, diversi, contenuti nei principali contratti collettivi, potrebbero quindi ritenersi esposte ai rischi di un nuovo e gravoso contenzioso rendendo inefficaci le misure appena adottate dal Governo per rilanciare l’occupazione.

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