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CONTRATTO FIAT/ Uliano (Fim): ora è a rischio il clima negli stabilimenti

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L’anno scorso, dal punto di vista salariale, il contratto Fiat era addirittura superiore al Ccnl. Quando si rinnovano i contratti per il recupero inflattivo si considera l’inflazione prevista dall’indicatore dell’Ipca. Fiat non rientra in questo meccanismo, però al di là del dato tecnico, da quando noi abbiamo presentato la piattaforma a quando Federmeccanica ha rinnovato, il dato si è alzato di due punti percentuali che si traducevano in un valore che era prossimo ai 40 euro al mese per il 2014, in una situazione in cui il tasso di inflazione si è avvicinato intorno allo 0,8%.

 

E quindi?

Questa cosa ha complicato di molto il negoziato. Ma noi non comprendiamo: nel momento in cui abbiamo fatto passi per affrontare i problemi del gruppo anche i lavoratori devono avere una risposta economica. Pensiamo quindi che se l’azienda non fa questo passo commette un grosso errore, perché dopo aver capitalizzato gli investimenti, grazie anche agli accordi sindacali sottoscritti, bisogna far sì che negli stabilimenti ci sia il giusto clima per lavorare. Tutto questo rischia di peggiorare il clima negli stabilimenti, oltre che le relazioni sindacali.

 

Vi aspettavate questa posizione così rigida dell’azienda dopo tanti anni di proficua attività partecipativa?

Noi in questi anni abbiamo fatto il lavoro che il sindacato deve fare. E come tutti i sindacati, quando ci sono difficoltà si propongono accordi per tutelare l’occupazione; altre volte si fanno accordi, anche per incrementare i salari, come è stato per lo scorso anno. C’è chi, come la Fiom, non agisce in questo modo. È chiaro che gli accordi non risolvono il confronto tra gli interessi delle parti. Nella fattispecie, Fiat può decidere di non rinnovare il contratto. Noi riteniamo che sia un grave errore - soprattutto quando si sceglie la strada partecipativa - e che l’azienda debba rivedere la sua posizione. Va detto però che siamo all’interno di una normale relazione tra parti sindacali e parti aziendali, ci può stare... basti pensare che lo Stato Italiano non rinnova da 6 anni i contratti per i suoi dipendenti, e lo Stato dovrebbe fare da esempio.

 

Come può evolvere secondo lei questa situazione?

Auspico che questa fase di rottura, che passa attraverso questa presa di posizione nostra, possa permettere al gruppo di maturare una riflessione importante, in modo che si possano recuperare gli ultimi spazi necessari per chiudere l’accordo e percorrere così “l’ultimo miglio”.

 

(Giuseppe Sabella)

 

In collaborazione con www.think-in.it

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