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RIFORMA PA/ I "buchi" (che fanno perdere soldi) nel piano di Renzi

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L'aumento del numero dei cosiddetti dirigenti nominati per specifiche competenze extraconcorsi rischia di far aumentare nella Pa la presenza dei cosiddetti "amici degli amici" che magari sono molto bravi ma non hanno le specifiche competenze che solitamente vengono valutate proprio nell'ambito degli appositi concorsi pubblici.

Interessante, in linea di principio, anche la regola dell'inasprimento delle sanzioni, nelle controversie amministrative, a carico dei ricorrenti e degli avvocati per le liti temerarie che dovrebbe servire a limitare il contenzioso amministrativo, ma francamente l'applicazione di questo principio pare alquanto complicata. I vincoli già esistono nel codice - sanzione pecuniaria non inferiore al doppio e non superiore a cinque volte il contributo unificato (articolo 26, comma 2) -, ma attualmente non appaiono in grado di fermare il prodursi di contenzioso "temerario".

In effetti, al di là della condivisibile impostazione generale volta al contenimento della spesa per il pubblico impiego e alla riorganizzazione dell'amministrazione in un'ottica di trasparenza, semplificazione e celerità dell'azione amministrativa, la bozza di riforma appare ancora troppo imprecisa e vaga circa le modalità concrete di attuazione delle iniziative contemplate. L'applicazione delle norme sui tagli alle retribuzioni nel settore pubblico è sempre stata soggetta a diverse interpretazioni e a contenzioso, tanto più per quelle società che non appartengono alla Pubblica amministrazione in senso stretto; quindi, non si vede come il decreto Renzi possa far risparmiare se poi il rischio effettivo è l'aumento esponenziale del contenzioso stesso.

Peraltro sembrano difettare, nell'impianto complessivo, elementi "costruttivi" che vadano nel senso della semplificazione e dell'efficientamento vero e proprio dell'apparato pubblico, anche attraverso l'introduzione di sistemi responsabilizzanti, meritocratici e premiali.

Un progetto di riforma, insomma, che necessita ancora di molti chiarimenti e approfondimenti. C'è solo da sperare che, frattanto, le tensioni con le organizzazioni sindacali, che non escludono il ricorso allo sciopero, non finiscano per produrre un pericoloso effetto boomerang di paralisi del sistema.

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COMMENTI
15/06/2014 - riforma PA? (Paolo Bini)

l'impressione, per me che non sono in grado di giudicare il merito dell'articolo, è che il provvedimento riguardi il COME lavora la PA, ma che non si affronti il ben maggiore problema di QUANTA PA serva a qs Paese. Ridurre la spesa pubblica non può prescindere da questo, e quest'ultimo risultato non può prescindere dalla vera semplificazione della vita amministrativo-burocratica dei cittadini e delle imprese. In caso contrario, sarebbe solo un piccolo provvedimento spot, senza reale impatto se non, come notato, il concreto rischio di incrementare il contenzioso (tutto a scapito di citatdinoe e imprese)