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Lavoro

JOBS ACT/ Così lavoratori e imprese possono "guidare" la riforma di Renzi

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Riducendo il sindacato alla vecchia concertazione Renzi rischia però di trovarsi in un vicolo cieco. L’utopia di governare senza la collaborazione delle parti sociali porta alla lunga ad avere una visione limitata della reale situazione del mondo del lavoro italiano, che nessuna statistica oggi è in grado di leggere. È il momento di un cambio di passo e se il lungo silenzio dei sindacati e di Confindustria dopo il risultato elettorale è sintomo della consapevolezza di una perdita del loro potere politico e di veto, può essere allo stesso tempo una salutare pausa di riflessione. È necessario, anche per la loro sopravvivenza, iniziare a superare ideologie e paradigmi del passato. La pubblicazione da parte di Confindustria di un documento con diverse proposte (sebbene già avanzate in passato) relative al mercato del lavoro può essere letto come un primo segnale di collaborazione.

Il concetto di sussidiarietà ha molto da insegnare tanto alle relazioni industriali quanto a quelle tra governo e parti sociali. Per far questo occorre guardare al bene comune quale punto di equilibrio tra gli interessi del lavoratore e quelli dell’imprenditore, in una logica di partecipazione che è ormai la nuova frontiera delle relazioni industriali. Si pensi al ruolo che possono avere gli enti bilaterali, se ben utilizzati, ma anche la tradizione del sistema cooperativo genuino, da cui proviene lo stesso ministro del Lavoro, che bene indica la possibile coesistenza tra impresa e partecipazione.

Difficile che un governo, soprattutto in tempi in cui l’antipolitica è ben presente sullo scenario europeo, abbia ancora un consenso così ampio. La vera sfida da cogliere è quella di elaborare una nuova idea del lavoro, che lasci alle spalle gli schemi del passato. È una missione tanto semplice quanto apparentemente impossibile. Difficile perché significa avere il coraggio di progettare un modello nuovo, semplice perché si tratta solo di seguire la Grande trasformazione in corso, interpretandola, senza pregiudizi.

È quello che chiedono oggi lavoratori e imprese a cui le promesse e i tanti annunci della politica non bastano davvero più. È qui che Renzi gioca ora la sua sfida che pare appena iniziata.

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