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Lavoro

CONTRATTO FIAT/ La "sfida" di Marchionne a Confindustria e sindacati

Sergio Marchionne (Infophoto)Sergio Marchionne (Infophoto)

Se si considerano i numeri del sistema confindustriale, solo il 30% delle imprese - che tuttavia rappresenta il 65% dell’occupazione - stipula un contratto aziendale. Considerando che il nostro sistema produttivo nel 98% è composto da Pmi, ne consegue che i dati di Confcommercio e Confartigianato fanno certamente scendere quel 30% di Confindustria. Quindi è chiaro che, nella stragrande maggioranza dei casi, il contratto nazionale del lavoro è cosa utile. Vien da pensare, comunque, che Marchionne e Ichino non abbiano tutti i torti, ma il problema è un altro: al di là di chi ha ragione o meno, è utile capire se le multinazionali sono, se lo vogliono, nella condizione di negoziare un contratto aziendale a loro conveniente, ove per conveniente si intende se in Italia c’è sufficiente flessibilità circa la derogabilità che la contrattazione aziendale può esprimere.

Il problema dei minimi salariali è esempio non di poco conto. Lo stesso Pier Paolo Baretta, Sottosegretario all’Economia, pur criticando le parole di Marchionne, non ha mancato di dire che “serve definire meglio il ruolo del contratto aziendale e quello della contrattazione nazionale”. Si tratta, infatti, di uno dei temi caldi del nostro lavoro e della nostra economia. Ma, detto questo, la contrattazione aziendale è solo uno dei fattori che può facilitare gli investitori. Pesano sempre sulle imprese, soprattutto, un gettito fiscale altissimo e un codice del lavoro oggi per molti aspetti incomprensibile: gli investitori stranieri non sono attratti da un mercato dove la certezza del diritto viene meno in relazione a tanta complessità.

Intanto, il Consiglio di amministrazione di Fiat Spa ha approvato il progetto di fusione transfrontaliera che disciplina la fusione per incorporazione di Fiat nella società sua controllata interamente posseduta Fiat Investments N.V. Tale società, costituita in Olanda, al completamento della fusione prenderà il nome di Fiat Chrysler Automobiles N.V. (“FCA”). Per effetto della fusione, FCA diventerà la società holding del gruppo.

 

In collaborazione con www.think-in.it

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