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Lavoro

FIAT/ Il "giallo" dietro la lettera di Marchionne

Sergio Marchionne (Infophoto)Sergio Marchionne (Infophoto)

Marchionne insiste molto sul fatto che oggi la partita si gioca nel mercato globale, non più in provincia, e che iniziative come questa le vede il mondo intero e non fanno bene all’azienda, oltre che all’Italia. Naturalmente è tutto vero, anche quando Marchionne dice che il lavoro in Italia è ostaggio di pochi. Ma, certamente, la reazione pare esagerata rispetto al pretesto che lo sciopero ha offerto.

Per giunta, si è appreso ieri che la Fiat non ricorrerà più a prestazioni lavorative, oltre il normale orario di lavoro, in tutti gli stabilimenti italiani. L’azienda ha inoltre deciso di non estendere a dodici i turni di lavoro alla Maserati di Grugliasco e di sospendere i 500 trasferimenti previsti da Mirafiori. Secondo indiscrezioni, la decisione è stata assunta dall’azienda per evitare incertezze nell’organizzazione e nella gestione degli orari di lavoro. È chiaro comunque che qualcosa è cambiato nei rapporti con il sindacato. 

Quindi, cosa pensare? Nella migliore delle ipotesi, Marchionne sta alzando la voce per non cedere alle richieste economiche dei sindacati circa il rinnovo del contratto. Ma la sensazione è che il manager italo-canadese stia preparando il terreno per qualche comunicazione in cui dirà che si è trovato costretto a fare qualche scelta dolorosa. Quale? Lo abbiamo scritto tante volte...

 

In collaborazione con www.think-in.it

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