BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

FIAT/ Il "giallo" dietro la lettera di Marchionne

Sergio Marchionne ha scritto una lettera ai dipendenti italiani di Fiat-Chrysler contro alcune iniziative sindacali degli ultimi giorni. Il commento di GIUSEPPE SABELLA

Sergio Marchionne (Infophoto) Sergio Marchionne (Infophoto)

Cosa sta succedendo a Torino? Ancora una volta, assistendo ai fatti di cronaca, non possiamo non chiederci cosa davvero stia avvenendo all’interno della vicenda che vede Fiat-Chrysler e i sindacati impegnati nel rinnovo contrattuale. La sensazione, da quando la trattativa si è arenata sulla questione economica, è che il problema di fondo in realtà sia un altro. E quanto avvenuto nelle ultime ore aggiunge un altro indizio a quello che pensiamo.

Facendo un passo indietro, lunedì scorso - presso lo stabilimento della Maserati di Grugliasco - 209 persone su 2.019, poco meno dell’11%, hanno scioperato per un’ora, come chiesto dalla Fiom, per protestare sulle condizioni di lavoro e sui turni. L’agitazione avrebbe causato la mancata produzione di 11 auto. Così Marchionne ha deciso di scrivere di persona una lettera aperta ai dipendenti, in cui ritiene “irrazionale e incomprensibile” lo sciopero, aggiungendo che si è trattato di “perdite produttive in un momento così delicato” che “non possono essere prese con leggerezza”.

Si consideri anche, in questa situazione, il blocco degli straordinari, a sostegno della vertenza per il rinnovo del contratto, proclamato - non dalla Fiom naturalmente - ma dai sindacati del sì (Fim, Uilm, Ugl, Quadri). Così Marchionne ha deciso di passare all’attacco: ”Quello che è successo pochi giorni fa ha certamente cancellato opportunità preziose per sfruttare alcuni picchi di domanda. Ma, cosa ben più grave, ha inferto un duro colpo al nostro e al vostro lavoro. Non ha offerto dell’Italia l’immagine che vorremmo portare nel mondo, quella di un Paese serio e di grande valore. Si è sprecata un’occasione per mostrare le capacità e le qualità dei lavoratori italiani”. Questo quanto scrive nella lettera ai dipendenti.

Poi le parole più interessanti, quando l’ad rivendica di aver fatto “tutto il possibile per mantenere aperti i nostri stabilimenti italiani e salvaguardare i posti di lavoro [...] puntando sui marchi premium [...] oltre una logica di mercato come atto di responsabilità verso tutti voi e verso il nostro Paese”.

Naturalmente non potevano mancare le reazioni dei sindacati a queste parole, a cominciare da Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, secondo il quale “la reazione di Marchionne è eccessiva e sbagliata. Si rischia di mettere in discussione quattro anni di relazioni sindacali basate sul principio della partecipazione e degli accordi sottoscritti”. Anche Ferdinando Uliano, segretario nazionale della Fim, ha risposto all’ad: “Se la lettera è per noi, Marchionne ha sbagliato indirizzo. Noi non abbiamo causato alcuna perdita produttiva. La decisione di bloccare gli straordinari l’abbiamo assunta lunedì e abbiamo anche chiesto all’azienda di convocarci”.