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Lavoro

IL FATTO/ Così l'Italia può "valorizzare" chi offre 400.000 posti di lavoro

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L’occupazione offerta dal Terzo settore è una buona occupazione sia per quanto riguarda i redditi - che per i lavoratori sono in linea con quelli di mercato (un po’ meno per i manager)-, sia per la flessibilità che offre. In un’indagine che ho curato, emerge che il 70% dei lavoratori part-time delle cooperative sociali, hanno richiesto loro il part-time, per poter conciliare altre attività, soprattutto familiari e più in generale che i lavoratori che operano in organizzazioni di Terzo settore sono mediamente soddisfatti del loro lavoro, più di quelli occupati nel pubblico e nel for-profit. Altre indagini più recenti hanno dato risultati molto simili.

 

Perché la legge sull’Impresa sociale non è mai decollata? 

Penso che sia prematuro valutare la legge sull’impresa sociale che è stata completata solo nel 2010: in tre anni non si può valutare l’esito di una legge così innovativa e complessa. La legge aveva due obiettivi: il primo, quello di consentire a organizzazioni non profit, tipo associazioni e fondazioni che gestivano attività d’impresa, di diventare impresa sociale senza diventare cooperativa sociale. Questo non ha funzionato perché la legge impone dei costi, un capitale minimo, sindaci, revisori, il bilancio sociale e toglie i benefici dello stato di Onlus. Quindi è ovvio che non ha interessato questi mondi che così sono rimasti dov’erano. Poi c’è invece un esito positivo.

 

Quale?

La seconda ragione per cui è stata pensata la legge sull’impresa sociale è per consentire di creare forme imprenditoriali più complesse della cooperativa. La cooperativa, che è un’impresa di persone, non è più adeguata a gestire forme d’impresa complesse. Da questo punto di vista invece la legge sta funzionando.

 

In che senso?

Stiamo assistendo in questi ultimi anni alla formazione delle prime imprese sociali che presentano strutture proprietarie e di governance complesse, come ad esempio, nel settore degli ambulatori privati di diagnostica e cura, spesso partecipati non da persone come sono le cooperative sociali ma da soggetti diversi come cooperative sociali (in maggioranza), imprese profit e imprese assicurative… 

 

Veniamo al problema del finanziamento: una tassazione che tenga conto della funzione sociale dei soggetti del Terzo settore, deduzioni, detrazioni, voucher…: si va nella direzione giusta o ci sono altre strade?

Il problema che abbiamo in Italia è che i benefici fiscali sono legati alla tipologia organizzativa e non alla rilevanza sociale dei servizi prestati. Qui ci vorrebbe una rivoluzione nella tassazione che dovrebbe agevolare molto di più i soggetti che svolgono attività di rilevanza sociale. Ma questo è un po’ prematuro. Prima è bene lavorare sull’aspetto giuridico, sull’identità dell’impresa sociale e delle altre forme organizzative del Terzo settore, e solo in un secondo momento sulla tassazione. 

 

E per ciò che riguarda i finanziamenti?

Sui finanziamenti sono dell’idea che bisogna spostarli il più possibile sulla domanda, ad esempio con i voucher. Tutto quello che può essere fatto per finanziare la domanda va fatto. Il voucher ha più vantaggi: mette le organizzazioni in concorrenza sulla qualità del servizio. E’ il cittadino che deve scegliere, non la pubblica amministrazione a dover scegliere per lui, a meno che nei casi in cui ci siano asimmetrie informative… 

 

Quindi suggerirebbe in particolare i voucher?


COMMENTI
23/06/2014 - Quanto sono bravi quelli del terzo settore (Moeller Martin)

Non pagano tasse, pretendono manodopera gratuita (servizio civile obbligatorio), non pagano contributi che anzi pretendono siano messi in conto alle imprese vere (così da rubargli il lavoro ancora più facilmente), pretendono di avere immobili a disposizione gratuiti (o quasi), pretendono commesse e lavoro garantite ed altro ancora. E non contenti si vantano di quanto sono bravi e nobili nel fare concorrenza sleale alle imprese vere che operano nel loro settore. Date almeno una parte di questi sgravi agli industriali veri e vedrete quanto sanno creare posti di lavoro.