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IL FATTO/ Così l'Italia può "valorizzare" chi offre 400.000 posti di lavoro

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Chiaramente non tutti i settori possono essere voucherizzati. Non può essere risolto tutto con un unico strumento, ma va allargato lo spettro degli strumenti. Ci sono strumenti di sostegno alle organizzazioni di Terzo settore e alle imprese sociali di cui in Italia non si parla mai: ad esempio la possibilità di rimodulare i contributi pensionistici. Non si può caricare il settore dei servizi alla persona degli stessi oneri di cui vengono caricati altri settori produttivi, dove c’è una diversa dinamica della produttività. Quindi il carico previdenziale dovrebbe essere inferiore per questa tipologie di servizi, con un’operazione di solidarietà da parte di altri settori.  

 

Il testo dà enfasi al principio di sussidiarietà (sia verticale che orizzontale). Cosa ne pensa? 

Sostengo da tempo che la sussidiarietà serve innanzitutto per garantire al Paese lo sviluppo economico, oltre che sociale. La sussidiarietà può implicare la liberalizzazione di settori che finora sono stati considerati pubblici ma dove l’amministrazione pubblica non fa assolutamente nulla. Come nei beni culturali. Perché il FAI (Fondo ambiente italiano) non dovrebbe potersi occupare di Pompei? Sussidiarietà vuol dire consentire alle persone di inventarsi delle soluzioni ai problemi sociali dal basso, di proporre nuove iniziative in settori in cui ci sono potenzialità. Secondo me la sussidiarietà deve arrivare anche oltre. 

 

Ad esempio?

Ad esempio, ad imporre che laddove un ente pubblico abbia un immobile non utilizzato, in presenza di qualcuno che abbia proposte di utilizzo adeguate, glielo debba (non solo “possa”, perché in Italia questo non basta) dare in gestione. Senza entrare in quest’ottica non giocheremo mai il potenziale di sviluppo che abbiamo.

 

(Silvia Becciu)

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COMMENTI
23/06/2014 - Quanto sono bravi quelli del terzo settore (Moeller Martin)

Non pagano tasse, pretendono manodopera gratuita (servizio civile obbligatorio), non pagano contributi che anzi pretendono siano messi in conto alle imprese vere (così da rubargli il lavoro ancora più facilmente), pretendono di avere immobili a disposizione gratuiti (o quasi), pretendono commesse e lavoro garantite ed altro ancora. E non contenti si vantano di quanto sono bravi e nobili nel fare concorrenza sleale alle imprese vere che operano nel loro settore. Date almeno una parte di questi sgravi agli industriali veri e vedrete quanto sanno creare posti di lavoro.