BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

DISOCCUPAZIONE/ 1. Forte: un nuovo record grazie alla Fornero

Un operaio dell'edilizia Un operaio dell'edilizia

Bisogna reintrodurre i contratti flessibili che erano previsti dalla legge Biagi e che sono stati poi demonizzati, a partire dai contratti coordinati e continuativi che garantivano occupazione a un milione di persone. Tanto è vero che subito dopo l’approvazione della legge Biagi, la disoccupazione era scesa al 6,5% contro l’attuale 13,6%. L’eccesso di norme al contrario provoca un’intera economia sommersa. Penso, per esempio, all’obbligo di pagare i contributi anche per i pensionati che lavorano, che andrebbe abolito perché è un controsenso. Vanno insomma tolte tutte le barriere inutili per fare riemergere l’economia sommersa e restituire ai lavoratori atipici la loro dignità e stabilità.

 

Davvero si può parlare di dignità per i “precari”?

Molti di questi contratti possono essere magari soltanto da 500 euro netti al mese, ma se in una famiglia ci sono due figli, i quali anziché essere disoccupati portano a casa 500 euro al mese, ciascuno può già fare la differenza.

 

Che cosa si può fare per aiutare le imprese consentendo loro di tornare ad assumere?

Il nostro governo dovrebbe dimostrare maggiore impegno per promuovere il commercio estero, togliendo l’Irap sulla piccola impresa e lasciandola solo sulle aziende di maggiori dimensioni.

 

C’è un settore nel quale più che in altri c’è bisogno di norme più adeguate?

L’edilizia è stata colpita in modo particolarmente grave dal fatto che si continuino a tassare gli immobili e che le opere pubbliche siano state quasi dimenticate dalle politiche di investimento, per non parlare di tutti i vincoli normativi. La conseguenza è una disoccupazione differenziale edilizia che risulta enorme. I dati disaggregati per settore mostrano una moria rilevante di posti di lavoro nel settore dell’edilizia, e tra l’altro la cassa integrazione man mano si esaurisce trasformandosi in disoccupazione a tutti gli effetti. Il governo dovrebbe, per esempio, facilitare in tutti i modi il piano di Vodafone per la banda larga, che comporterebbe due miliardi e mezzo di investimenti e che creerebbe buona parte dei posti di lavoro proprio nell’edilizia per l’interramento dei tubi destinati a ospitare la fibra ottica.

 

(Pietro Vernizzi)

© Riproduzione Riservata.