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Lavoro

FIAT/ La "rottura" vicina tra Marchionne e sindacati

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Si percepisce tra le parti una forte tensione: la situazione è alquanto misteriosa, dato che tutti erano sicuri di chiudere i discorsi molto prima. Forse qualche vero nodo comincia arrivare al pettine. Per come Fiat-Chrysler si sta riorganizzando a livello globale, è chiaro che la produzione italiana manifesta una sua anomalia: molti siti produttivi e molta manodopera sottoimpiegata per un mercato, quello italiano ed europeo, ancora molto contratti. Non è che Fiat sta iniziando a far capire ai sindacati e all’Italia che la situazione in questo modo non può continuare?

Arrivano buone notizie, intanto, per quanto riguarda le vendite e, di conseguenza, la produzione della Maserati, per via soprattutto dalle buone performance della Ghibli, ma anche dal buon apporto della Quattroporte. Come ha fatto notare il segretario provinciale della Fim-Cisl Claudio Chiarle, “già ad aprile le ordinazioni viaggiavano verso le 34 mila unità l’anno e ora che ci avviciniamo a metà 2014 quei calcoli vengono confermati”.

Certamente i marchi Ferrari, Maserati e Alfa Romeo - che permettono di competere nel mercato premium - esprimono un tale know-how che difficilmente la produzione lascerà mai il suolo italiano: questa qualità è tipica della nostra manifattura. Ma, per tutta l’altra gamma, in un Paese in cui “fare industria è impossibile” - parole di Marchionne - qualche dubbio rimane...

 

In collaborazione con www.think-in.it

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