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Lavoro

Riforma Pensioni Renzi / Esodati, il caos blocca qualsiasi riforma

Per MAURIZIO DEL CONTE, finché avremo la spina nel fianco degli esodati che è in grado di fare saltare i conti dell’Inps, è inutile ragionare su una riforma strutturale della previdenza

Il ministro Giuliano PolettiIl ministro Giuliano Poletti

“Piani di uscita flessibile sono sul tavolo ma ci sono prima altre priorità come esodati e coloro che hanno perso il lavoro. Un'eventuale flessibilità non potrà essere gestita che dentro le dinamiche delle scelte di priorità che il governo farà sull'utilizzo delle risorse”. E’ quanto affermato a proposito di una possibile riforma delle pensioni dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, il quale ha aggiunto, riferendosi alla riforma Fornero: “Non avrei proprio nulla da obiettare ad una maggiore flessibilità. Il frutto della legge che oggi sta facendo così tanto discutere e che ha creati molti e gravi problemi sociali, è nato dalla crisi acuta del 2011. Una cosa che tutti dimenticano ora e se non fosse stata per quella emergenza finanziaria, la riforma sarebbe potuta essere molto più graduale”.

Professor Del Conte, quali aspetti della riforma Fornero ritiene che sia più urgente modificare?

Non c’è dubbio che quella del 2011 fu una riforma tanto semplice nella struttura quanto drastica nei suoi effetti, in quanto si alzò improvvisamente l’età pensionabile per tutti. Ciò ha portato a un risparmio considerevole in termini di costo della prestazione previdenziale, e quindi ha consentito la chiusura della procedura d’infrazione. Il principale difetto di quella riforma è stato l’improvviso innalzamento dell’età pensionabile, cui si è aggiunto l’impatto che ha avuto in una situazione di mercato del lavoro in gravissima crisi. Noi con quel tipo di riforma abbiamo bloccato interamente il turnover in un momento in cui la disoccupazione era molto diffusa.

In che modo è possibile intervenire con una riforma delle pensioni?

Tra le linee sulle quali è assolutamente urgente intervenire c’è quella di favorire il pensionamento di quote di lavoratori che sono prossimi all’età fissata dalla Fornero ma che ancora non ci sono arrivati. Così si potranno assumere nuove leve che potranno rifinanziare il sistema.

Dove potranno essere trovate le risorse?

Le proposte sul tavolo sono sostanzialmente tre. La prima è quella del cosiddetto credito previdenziale. Si consente di andare in pensione anticipatamente rispetto alla quota Fornero, ma si chiede al pensionato e all’impresa un contributo in termini di restituzione di questo anticipo, che si tradurrà in un taglio della pensione negli anni in cui questa sarà erogata.

E la seconda ipotesi?