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Lavoro

NON PROFIT/ Norme più semplici e meno controlli per un testo unico sul lavoro

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Proprio sul cercare lavoro per chi ne ha bisogno è stata l’esperienza della rete al lavoro di Lodi promossa da Galdus (un centro di formazione professionale di Milano), Workopp (agenzia cooperativa per il lavoro) e la provincia di Lodi. Hanno professionalizzato alcuni tirocinanti nelle attività necessarie presso uno sportello lavoro che assicura un rapporto con le imprese a giovani provenienti da per corsi formativi.

Il consorzio “La città solidale” di Ragusa ha assicurato invece percorsi di tirocinio presso la loro produzione di formaggi. Essendo loro uno dei centri più importanti in Sicilia per la lavorazione del latte hanno coinvolto giovani in un lavoro spesso guardato con sospetto portandoli a riscoprire una tradizione che può fruttare ancora lavoro e produzione in zone dove sposare tradizione e industria può indicare una via di sviluppo economico.

Di grande interesse anche l’esperienza della cooperativa di Comunità del comune di Melpignano nel Salento. I cittadini di questo piccolo comune hanno dato vita ad una cooperativa finalizzata ad attrezzare le case con pannelli fotovoltaici. Quasi il 10% della popolazione ha aderito alla cooperativa e hanno sviluppato un progetto comune. La cooperativa reinvestirà poi gli utili in servizi per la popolazione sviluppando ulteriormente un tessuto civico che è la base indispensabile per una partecipazione così attiva al bene comune. Nel realizzare questo progetto hanno assicurato due percorsi di tirocinio per giovani impiantisti.

Partendo dalla ricchezza di questi esempi si possono fare alcune riflessioni più generali.

Il terzo settore troppo spesso è visto con una logica di sussidiarietà al contrario come un mondo di buone persone chiamate dalla Pubblica Amministrazione a fare servizi sociali quando per carenza di risorse non riesce più a fare da sola.

Le realtà che ho raccontato dicono invece di un terzo settore che sta pienamente in settori produttivi e assicura una crescita occupazionale anche in questo periodo di crisi economica. Sono stati mossi dal voler rispondere ad un bisogno, vincere le dipendenze, mettersi assieme per fare un progetto migliore, dare lavoro a chi è più svantaggiato, ma per fare ciò hanno fatto imprese in grado di competere nei loro mercati. E’ più evidente in questa realtà che il profitto è solo un indicatore di salute aziendale e non è il fine dell’impresa. Sanno che pubblico è un servizio che serve ai cittadini e non è necessariamente realizzato dalla pubblica amministrazione.

Chiedono allora un sostegno fatto di norme più semplici e meno controlli perché come coniugare libertà e responsabilità loro lo vivono tutti i giorni guardando ai bisogni cui devono rispondere.

Alla fine due annotazioni sull’esperienza delle Botteghe di Mestiere. Hanno prodotto anche occupazione. Oltre il 50% dei tirocinanti sono poi stati assunti. Ma una nota critica ci richiama alla realtà di norme sul lavoro che chiedono una profonda riforma. Il responsabile del personale di una grande impresa che ha impegnato diversi tirocini ha chiesto perché avendo assunto alcuni di loro in tre sedi produttive con contratti di apprendistato ha dovuto fare 3 progetti formativi diversi, ha tre normative di riferimento diverse e soprattutto i giovani hanno tre stipendi diversi. Cosa aspettiamo a dare il via ad una revisione e semplificazione per un testo unico sul lavoro?

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