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NON PROFIT/ Norme più semplici e meno controlli per un testo unico sul lavoro

MASSIMO FERLINI racconta i giorni di dibattito sul mondo del lavoro, a "Luci sul lavoro", promosso da Italia Lavoro:ricche le esperienze nel terzo settore, ma serve un testo di legge unico. 

(Infophoto) (Infophoto)

Dal 10 al 12 luglio scorsi Italia Lavoro ha organizzato a Montepulciano “Luci sul lavoro”, un tre giorni di incontri e dibattiti fra operatori del mondo del lavoro per fare il punto sui progetti che l’agenzia sta coordinando su tutto il territorio nazionale.

Si può dire che le sperimentazioni in corso danno un’idea di come si potrebbero organizzare al meglio molti interventi finalizzati  a migliorare l’incontro fra domanda e offerta di lavoro per le categorie più svantaggiate o con difficoltà dovute ad assenza di servizi dedicati. Penso ai progetti per l’inserimento di studenti in stages e tirocini organizzati direttamente con scuole ed università, ai progetti avviati per il settore della green economy.Nei progetti di Italia Lavoro si propongono anche l’avvio di strumenti e sistemi che provano ad attuare misure non ancora definite a livello nazionale. Il confronto sulla certificazione delle competenze ne è un esempio. Pur affrontando un tema che non ha ancora ottenuto un accordo fra stato e regioni, e che peraltro solleva molte perplessità sulla sua utilità pratica, ha visto una platea di funzionari pubblici che a ciò si dedicano e che hanno trovato qui un momento di confronto operativo.

Oltre a seguire molti appuntamenti ho coordinato un confronto sul ruolo del terzo settore nelle politiche del lavoro e la ricchezza di esempi positivi ascoltati merita che siano conosciuti di più.

I partecipanti hanno collaborato al progetto AMVA realizzando Botteghe di Mestiere nella loro realtà.Il progetto proponeva di inserire con tirocinio giovani in aziende con un progetto formativo che definisse competenze professionali certificabili in professioni manuali. La preparazione vedeva impegnata le associazioni di categoria nell’individuazione delle imprese disponibili e per la preparazione dei profili professionali e per la selezione delle candidature.Sono stati inseriti tirocinanti in molte tipologie di ingressi, dal settore edile all’impiantistica, dalla panetteria e pasticceria ai saloni di bellezza. Sia in imprese di media dimensione sia presso artigiani più esperienze sono state fatte nella sartoria da uomo, un mestiere che rischia di sparire ed è una delle eccellenze del nostro paese. Fra le tante imprese coinvolte alcune appartengono anche al terzo settore e hanno particolarmente a cuore il lavoro come fattore educativo e di promozione sociale per chi ha particolari difficoltà di inserimento.

Il direttore della Cooperativa di S. Patrignano ha illustrato come con questo progetto hanno gettato le basi per assicurare uno sbocco lavorativo ai tanti giovani che finito il percorso di recupero presso di loro tornano nella società. Durante la permanenza a San Patrignano ognuno è tenuto a prestare la propria opera e acquisire così una autonomia lavorativa. Dei lavori agricoli, alla produzione di vino, conserve ed altro curano tutta la filiera alimentare. Ma producono anche, partendo da ingredienti naturali, saponi e detergenti. Hanno botteghe di falegnameria e fabbro. Allevano e curano animali. Producono borse, oggetti di arredamento e di design. Sviluppano quindi figure professionali per molti settori produttivi e ormai la sola rete amicale di sostenitori non può bastare per dare sbocchi occupazionali ai molti che, conclusa l’esperienza in loco, desideravano reinserirsi con un lavoro nei paesi di origine. Con la esperienza delle botteghe di mestiere hanno avviato un servizio di certificazione e di collaborazione per trovare sbocchi lavorativi in altre zone del paese mettendo così in moto un servizio per loro essenziale.