BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

DISOCCUPAZIONE/ Il "disguido" dei governi che la fa aumentare

Infophoto Infophoto

È pur sempre meglio un lavoro precario che la disoccupazione. In questo caso inoltre stiamo parlando di un contratto che approda alla stabilità definitiva dopo tre anni. Se al termine di questo arco di tempo l’impresa dovesse constatare che il suo portafoglio ordini non si è ancora accresciuto a sufficienza, per cause di forza maggiore si trova costretta a interrompere il rapporto di lavoro. A quel punto un giovane se è fortunato trova un’altra posizione per altri tre anni.

 

Per Susanna Camusso mancano i fondi per la cassa integrazione. Se dovessero saltare a quanto arriverebbe la disoccupazione?

La disoccupazione aumenterebbe di uno o due punti percentuali, ma soprattutto le conseguenze sul piano sociale sarebbero devastanti. Nella gran parte dei casi i cassaintegrati sono lavoratori che aspettano a volte da lungo tempo di poter tornare al loro lavoro in modo regolare. Hanno già un reddito ridotto, e se quest’ultimo dovesse azzerarsi le lascio immaginare che cosa può accadere.

 

I provvedimenti sul lavoro di questo governo e di quelli precedenti non hanno funzionato perché erano sbagliati o perché le condizioni generali dell’economia non lo hanno consentito?

Il mercato del lavoro in Italia è stato oggetto di riflessioni, analisi e proposte operative prevalentemente da parte di giuristi che ne hanno inquadrato con grande intelligenza questa dimensione, svolgendo al meglio il loro compito di giuristi. Il lavoro però non è solo un fatto giuridico, ma anche un fatto economico. Un giurista può influenzare le condizioni dell’offerta di lavoro e del matching fra domanda e offerta. Se un’impresa però non ha bisogno di un lavoratore in più non assumerà neanche con i migliori incentivi del mondo.

 

(Pietro Vernizzi)

© Riproduzione Riservata.