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Lavoro

IDEE/ Tirocini, il "bollino" che può aiutare il lavoro dei giovani

I tirocini dovrebbe accompagnare l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, ma spesso si trasformano in precariato. Per questo andrebbero migliorati spiega GIANCAMILLO PALMERINI 

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Come ormai ben noto la Youth Guarantee, il Piano europeo per la lotta alla disoccupazione giovanile, prevede che gli Stati membri dovranno garantire ai giovani al di sotto dei 25 anni, 29 in Italia, un’offerta qualitativamente valida di lavoro, proseguimento degli studi, apprendistato o tirocinio entro quattro mesi dall'inizio della disoccupazione o dall'uscita dal sistema d'istruzione formale.

In particolare, l’Europa chiede a tutti gli enti che offrono tirocini e apprendistati di sottoscrivere un impegno a rispettare standard di qualità e ad applicare un codice di condotta chiaro e coerente. Si sollecitano, inoltre, gli stessi soggetti responsabili delle politiche pubbliche ad adottare un sistema di certificazione che assicuri il riconoscimento delle conoscenze e delle competenze acquisite durante tali periodi di formazione.

La Carta europea della qualità per i tirocini e gli apprendistati propone così che la durata di tali misure e le mansioni svolte dal giovane corrispondano a obiettivi specifici di apprendimento concordati con lo studente all'inizio del percorso. A tal fine, inoltre, durante l'intero periodo il giovane dovrebbe essere seguito e consigliato da uno o più tutor appositamente formati a svolgere questo compito. I giovani in internship, infatti, non dovrebbero mai essere utilizzati in sostituzione di lavoratori ma svolgere solo attività coerenti con il progetto formativo definito dai vari soggetti coinvolti.

I tirocinanti e gli apprendisti hanno diritto, sempre secondo la carta europea, a essere rimborsati dei costi sostenuti o in alternativa di fruire gratuitamente di vitto, alloggio e titoli di viaggio per i trasporti pubblici e a una “retribuzione dignitosa”.

La realtà sembra, tuttavia, essere, ahimè, un po’ diversa, almeno secondo le associazioni che hanno promosso la settimana scorsa la giornata europea dei tirocinanti. Queste si propongono, con iniziative del genere, di far crescere la consapevolezza circa le condizioni di precarietà dei tirocinanti e invitare le istituzioni competenti a definire nuove soluzioni per promuovere l’occupazione giovanile anche attraverso il ricorso a tirocini che prevedano una giusta retribuzione e una formazione di qualità. In questo quadro si avanza la proposta di lanciare, per la prima volta, una sorta di “bollino” di qualità dei tirocini.