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RIFORMA PENSIONI/ Quota 96, Di Menna (Uil): il governo garantisca le coperture

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La questione sullo strumento da utilizzare non è di particolare rilevanza. Il punto era e rimane quello della piena copertura da parte del ministero dell’Economia in quanto tale, al di là dei singoli governi, della soluzione che si è prospettata. La ritengo una scelta di governo, poi gli strumenti tra cui scegliere possono essere diversi. A suo tempo il governo Letta aveva presentato un decreto specifico sulla scuola per risolvere il problema, ma poi il ministero dell’Economia lo ha bloccato. Staremo ora a vedere se il governo nella sua interezza sì assumerà la responsabilità di risolvere il problema. Non vedo quindi particolari obiezioni o una particolare propensione per uno strumento piuttosto che un altro, purché l’esecutivo si decida a governare questa situazione e a passare dalla denuncia di un errore politico a una soluzione che solamente i gruppi parlamentari oggi possono dare.

 

Come valuta la scelta di rimandare una soluzione sulla questione della liquidazione degli insegnanti che vanno in pensione?

La ritengo assolutamente non condivisibile, perché ritorniamo a una soluzione che cerca di mettere delle pezze a un problema che è stato creato. Gli insegnanti hanno il diritto a vedersi riconosciuta l’anzianità contributiva a un’altra data, proprio perché non potevano andare in pensione dal 1 gennaio 2013, in quanto tutte le normative pensionistiche e previdenziali precedenti prevedevano una specificità nel calcolo dell’anno scolastico. Non vedo quindi la necessità di un ulteriore rinvio della liquidazione.

 

(Pietro Vernizzi)

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