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RIFORMA PENSIONI/ Esodati, ecco perché un "prestito" non può essere la soluzione

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Ancora una volta stiamo scontando un residuo del passato, e cioè in particolare della cassa in deroga. Quest’ultimo è uno strumento che certamente ha aiutato moltissimo nella fase più acuta della crisi, ma non ha una sua copertura finanziaria. In sostanza grava sulla fiscalità generale, dalla quale è necessario attingere un miliardo.

 

Si tratta di una somma che può essere raccolta facilmente?

Non è poca cosa, perché se consideriamo i limiti delle nostre finanze sappiamo benissimo che è difficile raccogliere questa cifra. Ciò a maggior ragione dopo che è stato raschiato il fondo del barile per le risorse degli 80 euro in busta paga. Mi auguro che le risorse si trovino perché ancora oggi la crisi morde e quindi è indispensabile coprire la cassa in deroga.

 

Quale può essere la soluzione?

Se noi avessimo davvero un sistema a regime che chiarisca quali sono le imprese che devono pagare i contributi per la cassa e quindi estenda la retribuzione anche alle imprese che in precedenza ne erano escluse, e che quindi agivano in deroga, non ci ritroveremmo con questo problema.

 

(Pietro Vernizzi)

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