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Lavoro

GARANZIA GIOVANI/ I sei "buchi" che aiutano gli sprechi

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Da parte sua, il ministero del Lavoro ha finora emanato una circolare con la quale si stabilisce che il corretto risultato occupazionale, ai fini del rimborso del servizio, è rappresentato dal contratto a tempo determinato, indeterminato e anche alla somministrazione di lavoro (a condizione che l’Agenzia per il lavoro non riceva altri contributi per il servizio reso). Ci sono voluti due mesi per raggiungere questa ovvietà.

Ci sono quindi evidenti segnali di allarme. A livello europeo c’è l’urgenza di alzare la qualificazione dei lavoratori con basse competenze in relazione a quanto richiesto dalle imprese. A livello nazionale occorre impostare le politiche nell’attivazione della persona e nei risultati occupazionali in tempi definiti.

Oggi non è ancora così. Insistiamo a distribuire incentivi senza considerare l’accompagnamento delle persone che rappresenta l’unico modo per accertare l’adeguatezza del percorso di formazione/tirocinio. Bisogna agganciare i servizi rimborsati dalle risorse pubbliche al risultato occupazionale e così poter affermare con sicurezza che i denari sono spesi per l’occupazione.

Ci auguriamo che l’impianto previsto da Garanzia Giovani ponga la persona al centro di una rete di servizi pubblici e privati in concorrenza tra di loro, con una personalizzazione dei servizi (orientamento, formazione, accompagnamento al lavoro, tirocinio) e un rimborso dei servizi prevalentemente in base al risultato occupazionale. Questo potrebbe portare a una nuova stagione delle politiche del lavoro.

La stagione delle politiche per il lavoro basate sui risultati occupazionali sta per cominciare. Così si cambia davvero il verso alla politica del lavoro e in questa fase è necessario identificare chi sta remando contro, con l’interesse a mantenere le solite politiche slegate dall’inserimento al lavoro. Su tutto questo occorre vigilare.

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